Padre e figlio allevatori uccisi, a origine delitto vecchi rancori

 Ci sarebbero vecchi rancori all’origine del duplice omicidio avvenuto nella campagne di Pallagorio (KR) il 22 dicembre scorso, quando furono uccisi Francesco e Saverino Raffa, rispettivamente padre e figlio, due allevatori di San Nicola dell’Alto (Kr). Nella serata di ieri i Carabinieri hanno arrestato Annunziato Lerose, 61enne di San Nicola dell’Alto.

Secondo le indagini svolte dal nucleo investigativo dei Carabinieri di Crotone con la collaborazione del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cirò Marina e della Stazione di San Nicola dell’Alto, Lerose, conoscendo le abitudini delle vittime, avrebbe usato un fucile calibro 12. Percorrendo una strada isolata con l’arma nell’auto, sarebbe giunto nei pressi dell’azienda agricola dei Raffa, nascondendo il veicolo ,e a piedi, avrebbe raggiunto il luogo dove i due allevatori, a bordo della loro Suzuki Samurai, percorrevano la strada che dalla loro azienda porta al cancello che ne delimita l’accesso.     Quando Francesco Raffa, vedendolo, ha fermato il veicolo e abbassato il finestrino per chiedergli cosa volesse, Lerose gli avrebbe sparato tre colpi. Poi, quando Saverino Raffa, già ferito, sceso dal mezzo di trasporto per scappare, lo avrebbe raggiunto, sparandogli contro due colpi mortali. Lerose avrebbe premeditato l’agguato perché da tempo serbava rancore nei confronti delle vittime ritenute colpevoli di non essersi adoperate, alcuni anni addietro, per individuare i responsabili del furto di un attrezzo agricolo che gli era stato sottratto. Altri dissidi sarebbero riconducibili a problematiche di cattivo vicinato.

L’attività investigativa è stata sviluppata eseguendo rilievi sulla scena del crimine e a casa dell’autore che avrebbero permesso di ottenere riscontri tecnico-scientifici a seguito di esami di laboratorio effettuati al R.I.S. di Messina. Il sospettato era stato sottoposto infatti tempestivamente dai carabinieri a prelievi per la ricerca di residui dall’esplosione di colpi di arma da fuoco (STUB) su superfici cutanee ed indumenti e gli esiti hanno evidenziato la presenza di particelle che per composizione e disposizione possono essere classificate come derivanti da colpi d’arma da fuoco.    Anche i prelievi eseguiti all’interno dell’abitacolo della sua autovettura avrebbero evidenziato la presenza di particelle derivanti da colpi d’arma da fuoco.A completare il quadro indiziario alcune testimonianze, il racconto ricco di contraddizioni dell’autore del delitto e della moglie, l’analisi dei tabulati telefonici delle vittime e di numerose immagini acquisite da molteplici sistemi di videosorveglianza, pubblici e privati, e un’efficace attività informativa a livello locale.