Il dissesto di Cosenza: 350 milioni di debiti

Ecco le carte della sentenza della Corte dei Conti. Secondo i giudici dal 2011 debiti cresciuti di 200 milioni

 

Sezione Regionale di Controllo di Catanzaro della Corte dei Conti, n° 106 del 18.7.2019

 

 

La Sezione regionale di controllo per la Calabria della Corte dei Conti, composta dai magistrati Vincenzo Lo Presti, Francesco Antonio Musolino e Stefania Anna Dorigo, ha diviso la sua relazione sullo stato delle finanza del Comune di Cosenza in tre parti: Monitoraggio del Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriennale, l’Analisi finanziaria dal 2015 al 2018 e le Conclusioni. Analizzate le diverse entrate e le spese dell’Ente, i debiti fuori bilancio, le passività e i progetti di recupero delle tassazioni evase, la mancata alienazione di immobili e il grave deficit di cassa, la Corte non ritiene sufficienti le controdeduzioni proposte dal Comune, e scrive che “risulta confermata la violazione degli obiettivi di risanamento per quanto attiene alla gestione delle entrate” e che risulta un “peggioramento della capacità di pagamento dell’Ente ed evidente scostamento rispetto alla pianificazione di risanamento”. Nella relazione si legge ancora che “quanto affermato dal Comune circa la copertura dei Debiti Fuori Bilancio emersi nell’arco 2020-2022 appare illusorio, così come appare illusorio l’enorme aumento delle entrate ipotizzato dall’Ente nel periodo 2020-2022, accompagnato da un radicale calo delle spese” e che si “deve quindi confermare che – come già messo in luce dalla deliberazione n. 66/2019 – negli esercizi 2015-2018, quando già era stato intrapreso il percorso di risanamento, l’Ente ha continuato ad accumulare massa passiva”. “Quindi, in definitiva, appare evidente la sussistenza di una grave e reiterata violazione degli “obiettivi intermedi” fissati dal PRFP del Comune di Cosenza negli esercizi 2075,2016,2017 e 2018 e, conseguentemente, – si legge nella relazione – bisogna ritenere che il PRFP – nonostante siano trascorsi sei anni dalla sua adozione e oltre quattro anni dalla sua approvazione da parte delle SS.RR. in speciale composizione – abbia fallito nei suoi obiettivi di risanamento”.