Appello processo “Frontiera”, Comune di Cetraro parte civile

Udienza fissata il 20 maggio. A rappresentantare il muncipio l’avvocato Beniamino Iacovo

È in programma il prossimo 20 maggio la prima udienza del processo d’appello per gli imputati dell’operazione “Frontiera”, che circa tre anni fa colpì duramente la criminalità organizzata di Cetraro e del comprensorio. E sarà nuovamente l’avvocato Beniamino Iacovo, giovane professionista della cittadina tirrenica, a rappresentare il Comune di Cetraro per la costituzione di parte civile nel procedimento. Lo ha reso noto, con apposita deliberazione, l’Ufficio contenzioso comunale, che ha, appunto, confermato l’incarico. Come si ricorderà, nel luglio del 2016, i Carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Cosenza eseguirono, nelle province di Cosenza e di Salerno e in altre località, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa su richiesta della Dda di Catanzaro, nei confronti di 58 persone accusate, tra l’altro, di associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, estorsione e rapina, decapitando, di fatto, il clan Muto di Cetraro.

In particolare, la deliberazione dell’Ufficio contenzioso cetrarese fa riferimento alla deliberazione del Consiglio comunale del 29 aprile 2017, relativa alla “Costituzione di parte civile dell’amministrazione comunale di Cetraro nel processo penale cosiddetto “Frontiera”, e alla determina dirigenziale del 22 maggio 2017 con la quale è stato, appunto, conferito incarico legale all’avvocato Beniamino Iacovo per la costituzione di parte civile”. Pertanto, “considerato che con la sentenza del GUP di Catanzaro Nr. 157/2018 gli imputati hanno proposto appello, per la discussione del quale è stata fissata quale prima udienza quella del prossimo 20.05.2019, si è ritenuto opportuno costituirsi nella fase dell’appello conferendo incarico all’avvocato Beniamino Iacovo, poiché il Gup di Catanzaro con la sopra citata sentenza ha condannato gli appellanti al risarcimento in favore del Comune di Cetraro, già costituito parte civile, alla somma di € 90.000,00”.

Il Comune di Cetraro, infatti, si sottolineava a suo tempo nella deliberazione, “ente esponenziale di interessi collettivi e soggetto direttamente leso sotto il profilo morale dalla condotta posta in essere dagli imputati operanti nel territorio di Cetraro, è legittimato, quale parte offesa, a costituirsi parte civile per ottenere nei confronti del “clan Muto”, con la pena che sarà ritenuta di giustizia, anche il risarcimento dei danni morali conseguenti alla perpetrazione dei contestati reati. Tali attività risultano, infatti, altamente lesive per l’amministrazione comunale, perché pregiudizievoli sotto il profilo del danno morale come danno lesivo dell’immagine, del territorio e dell’economia di questo Comune. È, inoltre, ritenuto sussistente l’interesse del Comune di Cetraro a costituirsi nel processo penale per l’esercizio dell’azione civile a piena tutela dei propri diritti e per il risarcimento del danno morale comunque connesso alle condotte poste in essere dagli imputati”.

“Appare, pertanto, utile e necessario – si metteva, infine, in evidenza nella deliberazione – costituirsi in giudizio, al fine di garantire ampia tutela alle ragioni dell’ente, considerato che il Comune di Cetraro, avendo assunto nelle sue azioni propositive e nelle sue azioni concrete l’impegno in più occasioni manifestato a contrastare il fenomeno mafioso e ogni forma di violenza in generale sul proprio territorio. Pertanto, si delibera la costituzione di parte civile del Comune di Cetraro nel processo penale nella cosiddetta “Operazione Frontiera”, che vede il Comune di Cetraro come luogo dei commessi reati”.

Clelia Rovale