Sanità, sette pronto soccorso fuorilegge in Calabria

Non rispettato il decreto ministeriale 70 del 2015 che prevede 20mila accessi l'anno. Ecco quali sono...

Sono sette su ventidue i pronto soccorso fuorilegge in Calabria. I dati sono stati raccolti da Dataroom Regione per Regione sulla base delle schede di dimissioni ospedaliere (Sdo) del 2017. Si tratta dei sette pronto soccorso che hanno registrato un numero di accessi inferiori a 20mila unità. Questi sono i sette ospedali calabresi con pronto soccorso fuorilegge: Beato Angelo di Acri, Soveria Mannelli, Basso Ionio, Serra San Bruno, Tiberio Evoli di Melito Porto Salvo, e il Giovanni XXIII di Gioia Tauro.


Cosa prevede la legge?
Secondo le direttive scientifiche internazionali, per curare bene, gli ospedali devono avere un determinato volume di attività: in medicina più casi tratti meglio lo fai perché hai un’adeguata esperienza, inoltre, lavorando su economie di scala, non sprechi denaro pubblico. Per i Pronto soccorso la media è di almeno 20 mila pazienti l’anno .
Questi criteri sono stati recepiti dal decreto ministeriale 70 del 2015 voluto dall’allora ministro della Salute Beatrice Lorenzin: «Per numerose attività ospedaliere – viene spiegato – sono disponibili prove, documentate dalla revisione sistematica della letteratura scientifica, di associazione tra volumi di attività e migliori esiti delle cure».
Il provvedimento s’intitola: Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera. I reparti che non stanno nei parametri devono essere chiusi o riconvertiti. Questi criteri riguardano le metropoli e le aree dove l’offerta sanitaria è vasta, e non sono ovviamente applicabili all’alta montagna o alle zone geograficamente disagiate.