I Mancuso in declino, i “piscopisani” all’attacco

Andrea Grassi

Si divideva in “Società maggiore” e “Società minore” il locale di ‘ndrangheta di Piscopio, una vera organizzazione mafiosa radicata nella frazione di Vibo Valentia e riconosciuta dalla ‘ndrangheta reggina ed in particolare dai più potenti clan dei Commisso di Siderno ed Aquino di Marina di Gioiosa Ionica. Il clan operava, oltre che nella frazione Piscopio, anche a Vibo Marina e Longobardi, altre due frazioni del comune di Vibo Valentia. Ogni associato avrebbe avuto un ruolo ben preciso. Fra i capi vengono indicati Nazzareno Fiorillo, Pino Galati, Rosario Battaglia e Rosario Fiorillo. Il clan avrebbe vantato anche solidi appoggi a Bologna, grazie ad alcuni affiliati qui domiciliati, arrivando a trattare un gran numero di armi ed a vendere droga persino ai siciliani di Cosa Nostra a Palermo. Un clan talmente feroce da essersi posto alla testa di una federazione di cosche vibonesi pronte a scalzare i Mancuso di Limbadi dal dominio mafioso esercitato nel Vibonese da oltre 30 anni. Fondamentali per la riuscita dell’operazione, oltre alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, pure le dichiarazioni delle parti lese che hanno confermato le estorsioni subite.

Si riunivano nella piazza di Piscopio, frazione di Vibo Valentia, per pianificare le loro azioni delittuose, curando di lasciare a casa i telefoni cellulari, nel timore di essere intercettati, capi e gregari del clan dei “Piscopisani”, colpito stamane dai 31 arresti eseguiti dalla Polizia di Stato. Cautele inutili, perché le cimici e le videocamere della Polizia sono comunque riuscite a riprendere diversi incontri e a documentare episodi delittuosi che sono all’origine dell’operazione “Rimpiazzo”, coordinata dalla Dda di Catanzaro. I 31 arresti hanno colpito uno dei clan emergenti della ‘ndrangheta, capace di mettersi in concorrenza con la ben più potente cosca Mancuso di Limbadi, con ramificazioni ormai in tutta Italia.    “Riteniamo – ha detto all’AGI il questore di Vibo Valentia, Andrea Grassi – di aver documentato l’esistenza di un vero e proprio “Locale” di ‘ndrangheta, responsabile negli anni di omicidi, estorsioni e danneggiamenti, ricostruendone l’organigramma. I fatto poi che l’organizzazione piazzasse droga a Palermo conferma che la ‘ndrangheta è il baricentro dei traffici di stupefacenti a livello internazionale. L’operazione – aggiunge il questore – coordinata dalla Dda di Catanzaro, è frutto di una collaborazione che ha visto partecipare la squadra mobile di Vibo Valentia, quella di Catanzaro, lo Sco e la direzione anticrimine della Polizia. E’ significativo che alla conferenza stampa di stamane parteciperà, con il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri e il direttore del Servizio Centrale Operativo, Alessandro Giuliano, anche il neo Direttore Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, Francesco Messina”.