“Salari taglieggiati ed estorsione ai dipendenti”, chiesto il processo per Alberto Statti

Avrebbe indebitamente sottratto 400mila euro

La Procura di Lamezia Terme, nel corso dell’udienza svoltasi questa mattina, ha formulato la richiesta di rinvio a giudizio per il presidente di Confagricoltura Calabria, Alberto Statti.
Stati è stato coinvolto nell’operazione Spartaco con l’accusa di estorsione continuata il 3 luglio 2017.

Nel corso delle indagini i finanzieri hanno acquisito una serie di elementi indiziari circa l’illecito sistema retributivo adottato dall’imprenditore Statti.
Secondo il dossier realizzato dalla Guardia di finanza, infatti, i dipendenti dell’azienda avrebbero iniziato a subire taglieggiamenti sul loro salario già  dalla fine degli anni 90, momento in cui Alberto Statti ha sostituito il padre in azienda.

In particolare, i finanzieri hanno scoperto, fra l’altro, che da anni l’imprenditore costringeva sistematicamente i propri dipendenti ad accettare retribuzioni minori (ridotte di circa un terzo) di quelle formalmente risultanti in busta paga oppure non corrispondenti a quelle previste dal contratto collettivo nazionale di lavoro ed a rinunciare, di fatto, alle somme di t.f.r. previste, con la minaccia dell’immediato licenziamento o, prima dell’instaurazione del rapporto lavorativo, con l’esplicito rigetto della richiesta di assunzione avanzata da coloro che aspiravano all’impiego secondo le regole.