Riace, Procura Locri chiede rinvio a giudizio Lucano

La procura della Repubblica di Locri (Rc), ha chiesto il rinvio a giudizio per Domenico Lucano, sindaco sospeso di Riace, il centro del Reggino noto alle cronache per il modello d’accoglienza dei migranti. Lucano, indagato nell’ambito dell’inchiesta “Xenia” del 2 ottobre scorso per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina attraverso matrimoni irregolari e per il fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti, e’ sottoposto al divieto di dimora nel suo paese. Il provvedimento era stato confermato dalla Corte di Cassazione, limitatamente, pero’, al reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, mentre era stato accolto il ricorso della difesa relativamente alla “turbata liberta’ di scelta del contraente” in merito all’affidamento del servizio rifiuti del Comune a cooperative gestite da migranti.

   Secondo quanto pubblicato stamane dal quotidiano “Gazzetta del Sud”, l’udienza preliminare dinnanzi al Gup di Locri e’ stata fissata per il prossimo Primo aprile. Lucano, il 2 ottobre 2018, era stato sottoposto agli arresti domiciliari, poi revocati.

I  finanzieri del Gruppo di Locri, secondo quanto rende noto oggi il procuratore Luigi D’Alessio, hanno proceduto alla notifica dell’avviso di fissazione dell’udienza preliminare nei confronti di 30 imputati nell’ambito della stessa inchiesta.

   I reati contestati, a vario titolo, agli imputati sono associazione per delinquere, truffa con corrispondente danno patrimoniale per lo Stato per oltre 350.000 euro, abuso d’ufficio ottenendo un ingiusto vantaggio patrimoniale per oltre 2.000.000 di euro, peculato distraendo fondi pubblici per oltre 2.400.000 euro, concussione, frode in pubbliche forniture, falso e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.