Minacce e insulti a “Cinquestelle” al giornalista Troya

Il cronista:《Ho informato Morra e Misiti, stavolta querelo》

Non ho mai querelato nessuno per il mio lavoro, ma stavolta….

Devo confessare una cosa: pur essendo stato obiettivo di numerose querele, per lo più a scopo intimidatorio, ho sempre cercato di tenere fede a ciò che avevo scritto, difendendo ad ogni costo il diritto di informare, di essere il cane a guardia dei potenti. Il più delle volte avevo ragione, altre meno, ma senza deviare dal rispetto che si deve al lettore che in questi 30 anni ha avuto fiducia in me. E queste nuove esperienze sul web mi danno ragione con numeri decisamente importanti. Ma stavolta no, non posso esimermi dal segnalare, in sede penale e civile, ciò che è accaduto ieri nei miei confronti. Dopo aver pubblicato un articolo riguardante il Movimento 5 stelle sono stato oggetto e vittima di insulti, minacce, chiamato cialtrone, che scrivo “puttanate”, per non parlare di altri termini che serviranno alla polizia postale e ai carabinieri prima e al giudice dopo, di accertare il danno rilevato. Pensavo che le cose fossero passate all’indomani della pubblicazione dell’articolo. Macché. Stamattina altri insulti, intimidazioni, ovviamente con pseudonimi di chi mostra di non avere coraggio. Di codardi ce ne sono tanti e queste nuove espressioni politiche borderline ne sono piene. Avevo chiesto, dopo essermi quanto meno chiarito con il protagonista del mio articolo, di eliminare il post incriminato, che a breve avrebbe generato ogni forma e specie di insulti. E avevo ragione. Ma niente. Si è continuati a fomentare odio e una violenza inaudita, anche nei confronti di chi aveva cercato di difendermi.

Ho anche inviato il post “incriminato” al presidente della commissione antimafia Nicola Morra e al portavoce Massimo Misiti, da cui mi aspetto un deciso intervento, non solo tecnico ma soprattutto politico, nella speranza che frenassero sul nascere questa corsa all’odio verso di me. Bambini dall’aspetto fascistoide che si innalzano a politicanti navigati, senza avere il minimo di competenze, soprattutto civili, nel confrontarsi. E senza valutare, soprattutto, le conseguenze che i loro scritti portano. Ed ecco la valanga di insulti, minacce e ironia fuori luogo, anche da chi “conosce bene la materia legale” (avvocato?) e personalità conosciute, da cui ti aspetti un minimo di confronto e senso civile.

Se questo è il nuovo che avanza, dio ce ne liberi! Elogio il lavoro fatto da personaggi di spessore come Francesco Sapia che mette sul banco fatti concreti con la speranza che questo territorio calabrese possa cambiare. Di altri non so, e francamente poco mi importa. Le minacce di morte non fanno bene, nemmeno a chi, come me, con Caronte ci parla ogni giorno. Ero pronto a sorvolare sopra la questione, ma purtroppo se vogliamo veramente che questa terra cambi dobbiamo assumerci ognuno e proprie responsabilità, a cominciare da me. Il mio legale, Francesca Occhiuzzi, che ringrazio per l’accortezza avuta, ha monitorato il sito tutto il giorno. Su suo consiglio è necessario avviare subito una azione legale, in sede penale e civile, e assicurare chi ha minacciato alla giustizia. Ma soprattutto chi ha fomentato con il suo atteggiamento, questo odio nei miei confronti. Preferivo le teste di gallina che trovavo al cancello di casa 30 anni fa. Le riportavo al mio interlocutore e la storia finiva lì. Ora ci sono i social.

 

Antonello Troya