«Schael è in lite e ha pure debiti con la Regione». Il ricorso della Cittadella contro il sub commissario

 Presentato il 25 gennaio il ricorso al Tar contro la nomina della struttura commissariale e contro l'indicazione, in particolare, del vice di Cotticelli. Chiesta la revoca e nelle more la sospensione degli atti deliberati fin qui

C’è tutto e anche un po’ di più nel ricorso presentato dalla Regione al Tar il 25 gennaio contro l’indicazione da parte del governo della nuova struttura commissariale della sanità di Calabria. Da Cotticelli in giù. Anzi, soprattutto in giù se si tiene conto che è proprio l’atto successivo, il primo, a finire maggiormente nel mirino del ricorso stesso e cioè la nomina del vice di Cotticelli, la vecchia conoscenza conterranea che risponde al nome di Schael. È proprio su di lui che va a confluire la parte essenziale del ricorso perché proprio l’ex manager dell’allora Asl di Crotone non ha proprio chiuso tutti i conti, a quanto pare, proprio con la Regione. A corollario di quella stagione tormentata pende ancora lite giudiziaria con la Regione stessa e persino un paio di debiti conclamati a carico di Schael nei confronti della Cittadella e dell’Asp di Crotone. Elementi questi che dispongono, a parere dell’avvocatura regionale, condizioni di incompatibilità evidente. Circostanze che lo stesso Oliverio avrebbe potuto rappresentare in sede di Consiglio dei ministri se solo la convocazione urgente di Conte non fosse stata, a parere degli avvocati, sostanzialmente fittizia dal momento che è pervenuto telegramma urgente alle 19 e 40 del 7 dicembre per un Cdm da tenersi nella stessa serata. Impossibilitato a presenziare un Cdm dove si doveva discutere e indicare un nuovo commissario e un suo vice Oliverio, sempre secondo gli avvocati, non ha potuto far pervenire al governo in tempo utile notizie importanti proprio a carico di Schael, la lite e il debito con la stessa amministrazione regionale calabrese. In particolare, si legge nel ricorso, «Thomas Schael ha controversia pendente in atto con la Regione Calabria e con l’Asp di Crotone (si produce il ricorso per Cassazione), ma deve sia alla Regione che all’Asp di Crotone euro 6.780, oltre accessori, in forza della sentenza n° 1139/16 della Corte d’Appello di Catanzaro che si produce ed euro 4,637,25, oltre accessori, complessivamente, ad entrambe le parti, in forza della sentenza del Tribunale di Crotone n° 442/11 che si produce: risulta quindi evidente la impossibilità di nominare l’ingegnere Schael, per concorrente, duplice causa di permanente obbligo di astensione “lite pendente rapporti di debito” in capo allo stesso, dati dei quali in delibera non si fa menzione alcuna, viene richiamato solo il C.V. di Schael come base di istruttoria, con conseguente violazione degli articoli 97 Cost., 51 c.p.c. E 6 bis L. 241/90».

In buona sostanza il manager tedesco non poteva e non doveva essere nominato, secondo la Regione. Perché non solo ha a sua volta portato fino in Cassazione contro la Regione una lite (chiede dei soldi per essere stato rimosso dal vertice dell’Asp di Crotone). Quanto, a sua volta, deve dei soldi alla Cittadella e all’Asp di Crotone a seguito di sentenze di tribunali. Quindi potenziale creditore e certificato debitore. Un po’ troppo per svolgere con imparzialità il ruolo di super partes nella vicenda della sanità di Calabria, sostengono in pratica gli avvocati della Regione. Che chiedono la revoca della nomina e la sospensione degli atti deliberati fin qui dall’intera struttura commissariale. Perché nel ricorso presentato al Tar, a monte e a valle, c’è anche l’opposizione a tutta la gestione del commissariamento di Calabria. Dalla stessa indicazione di Cotticelli, avvenuta senza la presenza di Oliverio in un Cdm convocato appena un’ora prima da Conte il 7 dicembre. Fino alla permanenza in sé del commissariamento, protrattosi ben oltre ogni limite temporale se è vero come è vero che nel 2010, anno del suo insediamento, era stato scritto su “carta” che non sarebbe stato possibile prorogarlo oltre la durata di tre anni e cioè fino al 2013. Da qui, anche da qui, la richiesta di revoca o sospensione di tutti gli atti. La palla ora passa al Tar.

 

 

d.m.