Sanità, la rabbia dei cittadini della Locride: “Ospedale vergognoso”

I pazienti vengono portati a braccio, piano dopo piano, fino al reparto in cui devono essere ricoverati. E’ la sanita’ di una Calabria commissariata da circa un decennio, dove il guasto di un ascensore si tramuta in un calvario, a quanto pare senza possibilita’ di soluzione. L’ospedale di Locri e’ il punto di riferimento per un importante bacino di utenti. I tagli praticati negli anni per sopperire ai debiti infiniti che hanno portato al commissariamento del settore, hanno lasciato le strutture senza nemmeno le briciole. Cosi’, su cinque ascensori presenti nel nosocomio in provincia di Reggio Calabria solo uno e’ funzionante. Ma non sempre.
Nell’ultimo mese e’ rimasto intrappolato un infermiere, poi un paziente anziano ha atteso tre ore per essere portato dal reparto di Cardiologia alla Rianimazione, dal quinto al primo piano, per morire qualche ora dopo. Sabato scorso un’anziana in gravi condizioni e con l’ossigeno attaccato e’ stata portata a spalla per cinque piani. “Come una madonna”, ha denunciato il sindaco di Locri Giovanni Calabrese. Davanti al calvario di un ospedale, per chi vive in questi territori, non e’ rimasto altro che rivolgersi ai santi. Perche’ tutti sanno che finire in ospedale a Locri, anche per un semplice malore, puo’ diventare l’avamposto della disperazione. Persino il prefetto di Reggio Calabria, Michele Di Bari, ha provato a mediare per ottenere interventi concreti, incontrando personalmente i sindaci infuriati della Locride e il neo commissario alla sanita’, Saverio Cotticelli, nominato dal Governo pochi giorni fa. Nulla, pero’, si muove, se non in braccio al personale ospedaliero ed a quello del 118, diventati “santi trasportatori” destinati ad alleviare le esigenze dei pazienti, non per le cure mediche ma come “ascensori umani”, perche’ in Calabria le processioni non si fanno solo per i santi, ma anche per cambiare reparto nello stesso ospedale. Proprio “come una madonna”, come ha denunciato il sindaco di Locri.