Sanità, infrastrutture e fondi Ue, i grandi “mali” della Calabria

Il rapporto annuale della Corte dei Conti: persiste una scarsa attenzione delle amministrazioni per il loro patrimonio

Nel 2018 “nonostante le solite carenze di organico, con soddisfazione posso dire che abbiamo raggiunto ottimi risultati sul piano quantitativo e qualitativo in settori nevralgici della spesa pubblica”. Lo ha detto il procuratore regionale della Corte dei Conti, Rossella Scerbo, incontrando i giornalisti prima della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario della magistratura contabile calabrese. “Abbiamo depositato – ha poi aggiunto Scerbo – atti di citazione su opere incompiute come la “Strada del Mare” di Vibo Valentia, citazioni su gestione dei fondi comunitari, su fondi erogati nella sanità. Sono state depositate anche 9 citazioni che riguardano l’illecita gestione di fondi da parte di consiglieri regionali nell’arco temporale che va dal 2010 al 2012. E c’e’ un’altra azione importante, ancora sub judice, che riguarda la gestione commissariale dei fondi ministeriali per la mitigazione del rischio idrogeologico, e sappiamo – ha rilevato il procuratore regionale della Corte dei Conti – cosa significa questo in una terra come la Calabria”.

In Calabria il quadro e’ sempre lo stesso: c’e’ una scarsa attenzione delle amministrazioni per il loro patrimonio”. Lo ha affermato il procuratore regionale della Corte dei Conti, Rossella Scerbo, parlando con i giornalisti prima della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario della magistratura contabile calabrese.

   “E’ importante – ha aggiunto Scerbo – la nostra azione sul piano quantitativo ma anche ai fini della diffusione della cultura. Nell’esercizio della nostra attivita’ abbiamo rilevato anche una totale omissione da parte delle aziende sanitarie e ospedaliere o in alcuni enti locali dell’obbligo di presentare alla Corte dei Conti i conti giudiziali. Ci dev’essere – ha detto poi il procuratore regionale della Corte dei Conti – una crescita del concetto di legalita’ e questo lo dimostra anche il fatto che ci arrivano poche denunce delle amministrazioni danneggiate nonostante ci sia un obbligo specifico: un esempio sono i debiti fuori bilancio, di cui veniamo a conoscenza solo dopo”.

 

La Procura regionale della Corte dei Conti della Calabria, nel 2018, ha depositato 47 atti di citazione per un importo complessivo richiesto di circa 41,497 milioni di euro. E’ quanto emerge dalla relazione del procuratore regionale, Rossella Scerbo, pronunciata nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti.
Dalle tabelle allegate alla relazione emerge, inoltre, che l’amministrazione maggiormente danneggiata, secondo la Procura contabile, e’ la Regione, con 20 citazioni per complessivi 15,2 milioni: a seguire, lo Stato con 10 citazioni per complessivi 8,2 milioni e il Servizio sanitario nazionale con 6 citazioni per complessivi 2,4 milioni. Per quanto riguarda i fondi pubblici, la Procura regionale della Corte dei Conti ha depositato 17 citazioni per un importo complessivo richiesto, per gli eventuali danni, pari a 21,2 milioni.
I fondi pubblici revocati ammontano, poi, a 15,5 milioni: l’azione revocatoria ha riguardato soprattutto contributi del Por Calabria, della legge 488 e, per 7,5 milioni, la Provincia di Vibo Valentia. Per quanto riguarda le fattispecie oggetto di citazione, tra le piu’ significative la relazione del procuratore della Corte dei Conti calabrese ricorda le 9 in cui e’ stato “contestato il danno relativo all’illecita gestione dei fondi da parte dei componenti dei gruppi del Consiglio regionale nel periodo 2010-2012 per danni ammontanti complessivamente a circa 2 milioni di euro, imputati a ciascuno consigliere a volte a titolo di dolo e altre a titolo di colpa grave”.

Corte Conti: Calabria, nel 2018 citazioni per 41,5 milioni

La Procura contabile ha, inoltre, depositato numerosi atti di citazione relativi ai fondi comunitari e nazionali: in questo ambito – e’ riportato ancora nella relazione – se ne segnalano, per il rilevante ammontare del danno, una (per circa 5,5 milioni) in cui “e’ contestata la simulazione di un programma di ricerca e la mancata attuazione del processo di industrializzazione”, una seconda per la mancata realizzazione di un investimento produttivo da parte di due societa’ (per circa 7 milioni), una terza che riguarda “l’illecita gestione, nell’ambito dell’Asp di Catanzaro, di un progetto che si e’ concretato nella spartizione di risorse tra i dirigenti medici e i dipendenti senza l’effettivo espletamento delle attivita’ previste (danno per circa 290mila euro)”.
Sempre in tema di sanita’, nel 2018 sono state poi depositate due citazioni relative a danni indiretti subiti da un’azienda sanitaria per risarcimento del danno derivante da “malpractices” sanitarie. Un’altra citazione,e’ poi scritto nella relazione del procuratore regionale della Corte dei Conti, “riguarda il danno derivante dalla duplicazione di pagamento da parte di un funzionario regionale, del Dipartimento Presidenza settore Protezione civile, che ha liquidato, assumendo competenze del dirigente, fatture gia’ pagate a una societa’ che gestiva il servizio di prevenzione e spegnimento degli incendi boschivi”.