Bancarotta “Ambiente & Servizi”: 10 avvisi di garanzia a Catanzaro

Nell'elenco figurano il dirigente del settore Finanziario Pasquale Costantino, il rappresentante del Pd Lorenzo Costa e Francesco Laudadio

Bancarotta, questa l’accusa contestata a dieci ex amministratori della “Ambiente & Servizi”, la società mista creata per gestire la raccolta rifiuti nel Comune di Catanzaro e dichiarata fallita a ottobre del 2012.

GLI AVVISI DI GARANZIA

La Procura di Catanzaro  ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini  a: Valentino Bolic 73 anni all’epoca dei fatti presidente del gruppo V&V di Crotone e consigliere nel cda di Ambiente & Servizi dal 2002 al 2010; Alessandro Brutto 49 anni di Crotone vice presidente e amministratore delegato della società mista dal 2004 al 2010; Santo Bubbo 47 anni di Petronà presidente del cda dal 2010 al 2011; Lorenzo Costa consigliere comunale di Catanzaro, ex assessore all’Ambiente e amministratore delegato della società partecipata; Pasquale Costantino 63 anni dirigente del Comune di Catanzaro e amministratore unico dal 2011 al 2012; Umberto Frangipane 57 anni amministratore unico e liquidatore; Francesco Laudadio 69 anni presidente del cda dal 2008 al 2010; Antonio Riillo 61 anni di Borgia consigliere del cda dal 2008 al 2010; Gregorio Tassoni 57 anni di Catanzaro vicepresidente dal 2010 al 2011; Vittorio Todaro 80 anni consigliere del cda.

 

L’INCHIESTA

Secondo l’ipotesi degli inquirenti, nel 2010 la società avrebbe fatto registrare un risultato di gestione negativo pari a 919mila euro e perdite per oltre un milione di euro. E nonostante la grave crisi che attraversava l’ente, secondo la ricostruzione realizzata dalla Procura, gli amministratori della municipalizzata si sarebbero astenuti dal riscuotere i crediti vantati nei confronti dei Comuni per i quali la società svolgeva i servizi e i cui amministratori rivestivano la posizione di soci all’interno del Consiglio d’amministrazione.

Nessuna somma sarebbe stata insomma recuperata coattivamente mentre i crediti avrebbero sfiorato quasi i tre milioni di euro; 2 milioni e 847mila euro per la precisione così come certificati nel bilancio approvato nel giugno del 2012.

Da qui l’aggravante contestata a tutti gli indagati di aver cagionato un danno patrimoniale.

Sempre secondo la Procura, gli amministratori avrebbero anche omesso intenzionalmente e   di indicare nei bilanci di esercizio il debito maturato nei confronti del socio Comune di Catanzaro, pari ad un milione di euro per canoni di locazione della sede della società situata a Catanzaro viale Magna Grecia, producendo così un ingiusto profitto alla municipalizzata.

Un capitolo a parte è dedicato, infine, al dirigente del settore Finanziario del Comune di Catanzaro Pasquale Costantino, amministratore unico della municipalizzata dal 2011 al 2012. Secondo l’ipotesi della Procura, avrebbe eseguito pagamenti in favore di fornitori e professionisti per un valore complessivo di 613mila euro impiegando risorse destinate dal Comune di Catanzaro alla ricapitalizzazione della società.

Gli indagati avranno venti di giorni di tempo per persentare memorie difensive o chiedere di essere interrogati.