Sciovia di Lorica, se la morte dell’operaio non è servita da “sentinella”…

Due anni fa il grave incidente nel cantiere, un morto e un ferito. Eppure le carte già allora potevano “segnalare” che c'era qualcosa che potenzialmente non andava per il verso giusto  

Era possibile individuare, da parte degli organi amministrativi e giudiziari locali, le anomalie riscontrate dalla procura Antimafia di Catanzaro? Era possibile individuare altre irregolarità nell’iter amministrativo dei lavori della sciovia di Lorica?

È questo l’inquietante interrogativo al quale la politica, la magistratura e gli organi di vertice della pubblica amministrazione dovrebbero dare risposte. Di seguito cercherò di spiegare il perché di tale interrogativo.

A seguito del grave infortunio sul lavoro avvenuto nel dicembre del 2016 e che aveva cagionato la morte dell’operaio Eugenio Bloise, era stata aperta una inchiesta e, naturalmente, la procura della Repubblica di Cosenza, è ovvio, ha acquisito gli elaborati progettuali e tutti gli incartamenti riguardanti l’iter dell’opera pubblica appaltata, il contratto, gli stati d’avanzamento e via discorrendo. La situazione reale dei lavori era cristallizzata al momento dell’infortunio, per cui era possibile ricostruire a ritroso le singole fasi antecedenti spulciando tra le carte, raffrontando i vari documenti e verificando ad esempio se quanto descritto nel piano di sicurezza o in un altro atto combaciasse con quello che era attestato nel collaudo amministrativo in corso d’opera o in uno dei tanti stati d’avanzamento, o nel cronoprogramma o nelle visite ispettive, o nelle fatture di consegna o di acquisto dei materiali e dei macchinari e via discorrendo. Sicuramente la procura di Cosenza avrà nominato un perito per ricostruire la dinamica dell’infortunio e per accertare le persone responsabili dell’evento. Per fare questo il perito avrebbe dovuto esaminare se non tutti gli incartamenti almeno quelli più importanti. Se così è stato, come è possibile che nessuno sia riuscito ad intercettare una qualsiasi anomalia tecnica o amministrativa? Lo stesso discorso potrebbe essere fatto per le altre figure istituzionali che a vario titolo sono intervenute nella vicenda e che sono: l’amministratore giudiziario e commercialista Antonello Gentile, il commissario dei Casali del Manco Maria Vercillo, il sindaco Belcastro, lo stesso Mario Oliverio, tutti intervenuti nella conferenza stampa tenutasi a Lorica un anno dopo la morte dell’operaio. Nel corso della riunione era stato fatto riferimento «alle soluzioni che si stanno mettendo a punto per arrivare alla messa in esercizio degli impianti, da sottoporre all’autorità giudiziaria per le necessarie autorizzazioni di rito». Se nella conferenza stampa era stata sottolineata la disponibilità, la sinergia tra i soggetti interessati e la decisiva azione di coordinamento della Regione la quale, a dire degli intervenuti, «aveva creato le condizioni per giungere alla fine della vicenda» e se «l’impianto era stato portato a compimento lontano da mistificazioni e rappresentazioni non rispondenti alla realtà, che sono state fatte e che hanno fatto perdere tempo» dobbiamo pensare che i registi del presunto imbroglio siano menti talmente raffinate che per scoprire gli altarini è stato necessario l’intervento della procura di Catanzaro, dotata di uomini e mezzi al di sopra della media oppure che i responsabili della catena di comando, compresi quelli che hanno partecipato alla conferenza, non siano all’altezza dei compiti loro assegnati.

Dispiace constatare che la morte dell’operaio ed il ferimento dell’altro, da valutare come evento sentinella di fatti gravi, non poteva e non doveva essere sottovalutato, né fatto scadere a tragica fatalità.

Quando si verifica un infortunio grave o mortale sul lavoro significa che molte cose non vanno, significa che la legge non viene rispettata e se non viene garantita la sicurezza dei lavoratori, che è l’aspetto primario da salvaguardare in ogni opera pubblica, figuriamoci il resto. Le stelle in questi casi, a distanza di due anni, non potevano stare a guardare…

 

Lettera firmata

da un cittadino non solo presilano…