Omicidio Pesaro, perquisite 15 abitazioni. Al vaglio la videosorveglianza

  Perquisite nella notte quindici case. Tutte di calabresi, che sono da anni residenti a Pesaro. I carabinieri cercano le pistole dei killer. Sono convinti o hanno il sospetto che le abbiano consegnate ad un basista locale, quasi sicuramente ad un conterraneo, con o senza guai con la giustizia. A darne notizia il Resto del Carlino.

Ma sono state perquisite anche le case della famiglia Crea a Rizziconi, in provincia di Reggio Calabria, dove si sospetta che sia stata presa la decisione di vendicarsi contro i Bruzzese facendo uccidere il fratello del collaboratore di giustizia Biagio Bruzzese, autore dell’agguato del 2003 al capo clan Teodoro Crea, sopravvissuto e ora 82enne in carcere in regime di massima sorveglianza.

Biagio risiede a Pesaro da anni così come vi era il fratello Marcello, senza nascondersi né cambiare cognome né abitudini. Nella perquisizione in Calabria, i carabinieri hanno fatto irruzione in casa Crea durante una cena di Natale con tutta la famiglia a tavola. E’ stato annotato nella relazione di servizio che si poteva ipotizzare anche un festeggiamento per l’avvenuto omicidio pur spiegando che ogni famiglia si ritrovava in quel momento per la cena di Natale.

Ma le indagini si concentrano sui video. Ce ne sono almeno 4 in mano agli inquirenti. Immagini registrate da telecamere private e del Comune che riprendono i due sicari mentre camminano nelle ore precedenti all’omicidio sia nel Corso che in via Bovio. Non si riconoscono in volto ma le tecniche per la ricostruzione somatica dei volti in base ai dettagli può consentire di dare una ¡sionomia a quelle ombre. E’ certo che Marcello Bruzzese, 51 anni, calabrese di Rizziconi, in provincia di Reggio Calabria, fosse tornato a Pesaro dalla Francia esattamente il 22 dicembre.

La famiglia è sempre rimasta a Pesaro ma lui no. Da anni si muoveva oltre cortina per lavoro dove intendeva stabilirsi per aprire un’attività, forse un supermercato, dopo aver provato ad avviare una pizzeria col fratello Girolamo proprio a Pesaro, un progetto naufragato nel maggio scorso per mancanza di soldi da investire.

La procura della Repubblica ha avuto ieri i primi riscontri dall’autopsia: 4 colpi mortali al volto di Bruzzese, che lo hanno ucciso all’istante, ma il corpo è crivellato di pallottole. Intanto in procura vanno volontariamente dei testimoni. Ieri 4. Che nessuno ha chiamato ma che si sono sentiti in dovere di riferire quello che hanno visto.