Oliverio e la corruzione «per lotta politica». Belvedere: è chiaro che l’inchiesta è debole

Come “suggerito” dal gip nell'ordinanza la Dda inserisce anche questo capo d'accusa dentro il quadro accusatorio che è rimasto tuttavia immutato. Un rallentamento dei lavori per piazza Bilotti a Cosenza in cambio di una delibera di 4,2 milioni (firmata da tutta la giunta regionale) a favore di Barbieri. A danno evidentemente di Occhiuto che nel frattempo, e per altre ragioni, chiedeva però la stessa cosa all'imprenditore e cioè frenare il completamento

Di fatto il gip lo aveva in qualche modo “suggerito” alla stessa distrettuale di Catanzaro. Dentro quelle carte, le carte di “Lande desolate”, ci può essere dell’altro che non il solo abuso d’ufficio, che ormai l’orientamento corrente della giurisprudenza si attrezza persino a depenalizzare del tutto in termini di misure. Ci può essere la corruzione. Anzi, scrive il gip Pietro Carè nell’ordinanza, «il fine primo del governatore sarebbe stato quello della “lotta politica” sebbene di quella più deteriore che si possa immaginare provenire da parlamentari o ex parlamentari della Repubblica». E così, ad avviso del gip Carè «non si può trascurare come essa si inserisca in un rapporto di scambio con l’imprenditore Giorgio Ottavio Barbieri che appare riduttivo definire clientelare, potendo ben sconfinare nel terreno della corruzione».

Detto, “suggerito” e fatto nel senso che ci si deve meravigliare poco se il gip, tutto sommato, ha fatto il gip e cioè il giudice terzo che in qualche modo suggerisce un aggiustamento del tiro accusatorio a chi, di fatto, ne ha competenza. E così a poche ore dal Riesame la procura si presenta con un ulteriore avviso di garanzia per Mario Oliverio, sempre nell’ambito dell’inchiesta “Lande desolate” della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo calabrese su presunti appalti “pilotati”. La nuova ipotesi di reato contestata al presidente della Regione dalla procura è quella, appunto, di corruzione. Secondo l’accusa Oliverio avrebbe concesso all’imprenditore Giorgio Barbieri un finanziamento non dovuto (deliberato dall’intera giunta regionale) nell’ambito dell’appalto della sciovia di Lorica in cambio del rallentamento, da parte di Barbieri, dei lavori di piazza Bilotti a Cosenza, rallentamento che il governatore avrebbe preferito «per lotta politica». Anzi, proviamo ad aggiustare ancora il tiro altrimenti si finisce per sconfinare persino nella concussione ma almeno questa, il gip Carè, non l’ha configurata. Sarebbe stato Barbieri a chiedere a Oliverio lo sblocco evidentemente non dovuto dei fondi in cambio di un favore di “lotta politica” da rendere al governatore, rallentare a Cosenza il completamento di piazza Bilotti, fiore all’occhiello del sindaco Occhiuto. Fiore all’occhiello al punto che quando arriva il commissario a Cosenza, siamo all’inizio del 2016, è lo stesso Occhiuto che chiede a Barbieri di rallentare pure per lui, evidentemente per altre ragioni e cioè per poter inaugurare la piazza una volta ridiventato sindaco. «Io non ho più l’interesse che voi finiate presto» dice Occhiuto a Tucci che riferisce a Barbieri, si legge nelle carte. Il quale Barbieri, e a proposito della piazza, dice appunto «sono tutti d’accordo perché si rallenti». Secondo la procura di Catanzaro, su “suggerimento” del gip, non è solo abuso d’ufficio quello di aver predisposto una deliberazione di giunta di 4,2 milioni (firmata da tutti gli assessori ma solo Oliverio al momento risulta indagato) in cambio della richiesta di rallentare i lavori su piazza Fera a Cosenza. Ci sarebbe anche la corruzione perché Oliverio «per lotta politica» vuole evidentemente creare un danno ad Occhiuto, che però per altre ragioni vuole fermare pure lui la piazza per un po’. Realizzando la paradossale contingenza che danneggiante e danneggiato inseguono la stessa cosa. Da un lato una deliberazione di giunta regionale del 2016 su fondi che però non risultano richiesti e documentati da Barbieri entro il 2015, come se la Regione li avesse messi deliberatamente da parte per lui. Da qui la delibera di giunta del 2016 firmata da tutti gli assessori regionali. Dall’altro un favore che Barbieri doveva rendere a Oliverio, «per lotta politica» intravede il gip. Il danno a un competitore politico di una competizione che non vede però Oliverio in campo ma l’intero centrosinistra nel 2016 a Cosenza, come si ricorderà competizione paradossale con Presta in campo fino a un mese dal voto salvo fuggire via per motivi personali con la coalizione rimasta in mutande senza candidati né liste. Si è detto di tutto a proposito di quella competizione elettorale che ha incoronato Occhiuto per la seconda volta. Compreso un centrosinistra che sostanzialmente ha fatto di tutto per non gareggiare affatto.

Sull’esito dell’udienza del Riesame di oggi nonché sull’ulteriore avviso di garanzia notificato a Oliverio è poi intervenuto ancora l’avvocato del governatore Enzo Belvedere. «Poche ore or sono- scrive Belvedere – è terminata l’udienza presso il Tribunale della Libertà di Catanzaro nel corso della quale si è discusso il riesame dell’ordinanza del G.I.P., in relazione all’adozione della misura cautelare dell’obbligo di dimora alcuni giorni or sono adottata nei confronti del Governatore delle Regione Calabria, on. Gerardo Mario Oliverio. In data 24 dicembre, nella qualità di difensore, avevo depositato una memoria a sostegno delle ragioni del Riesame. Non poco stupore ha suscitato in me e negli astanti il fatto che per resistere alle ragioni di un semplice abuso di ufficio abbiano addirittura partecipato ben tre procuratori della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro, sostenendo ognuno a lungo le proprie ragioni, sovente uguali a quelle rese da chi era stato il primo ad intervenire. Ho chiesto che al verbale di udienza fosse allegata la mia dichiarazione di sbigottimento per l’accaduto, posto che tale è “cortesia” riservata esclusivamente al presidente di una Regione e che mai ad alcuno è capitato di assistere ad analogo “spiegamento di forze” per una ipotesi di abuso di ufficio semplice. Ce ne faremo una ragione! Siamo fiduciosi che il Riesame intenda quali sono state le ragioni che hanno mosso l’agire politico (nel senso aristotelico) del Presidente, che sono di esclusivo fine pubblico e non per avvantaggiar taluno o penalizzar tal altro. L’opera in parola è stata realizzata, non è una “landa desolata”, come la pessima definizione data all’operazione vorrebbe far intendere, tutto un territorio si avvantaggia del rifacimento di un obsoleto impianto di risalita e delle opere ad esso complementari.

Melius re perpensa, la Procura, sulla base dei medesimi fatti, quelli dell’assurda ipotesi di aver richiesto il rallentamento dei lavori di Piazza Bilotti in Cosenza, ha notificato al Governatore un’informazione di garanzia per il reato di corruzione di cui all’art. 319 c.p., in quanto avrebbe agito “per un mero tornaconto politico”. Quanto mai destituita di fondamento questa ipotesi! Nessuna novità e nessun aggravamento di posizione, quindi! – conclude Belvedere – Anzi, correzioni improbabili (in corso d’opera) di tiro accusatorio, che denotano labilità indiziarie evidenti».

 

 

I.T.