Operazione “Quinta bolgia”, tutti i nomi

I militari del nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Catanzaro, coordinati e diretti dalla Dda, con il supporto dello Scico di Roma, hanno eseguito 24 ordinanze di custodia cautelare (12 in carcere e 12 agli arresti domiciliari) e il sequestro di beni per un valore di dieci milioni di euro. i particolari dell’operazione “quinta bolgia” saranno illustrati dal procuratore Nicola Gratteri e dell’aggiunto Vincenzo Capomolla1, dal comandante provinciale gen. Davide Rametta e dal comandante dello Scico di Roma, gen. I provvedimenti restrittivi sono a carico di presunti appartenenti auna cosca di ‘ndrangheta e di pubblici amministratori. Agli arresti domiciliari anche l’ex parlamentare Pino Galati.

Galati

Galati, 57 anni, e’ stato negli ultimi anni uno dei protagonisti di maggior rilievo della politica calabrese nell’ambito del centro destra. Proveniente dalla Democrazia Cristiana, aderi’ nel 1994 al Ccd e fu eletto deputato una prima volta nel 1996. Rieletto nel maggio del 2001, ebbe l’incarico di sottosegretario nel secondo e nel terzo governo Berlusconi, mantenendo il mandato parlamentare fino alla passata legislatura durante la quale era approdato al movimento Ala di Denis Verdini dopo aver lasciato Forza Italia, partito al quale aveva precedentemente aderito. Nelle elezioni del 4 marzo scorso aveva tentato senza successo la rielezione, candidandosi con la lista “Noi con l’Italia” nel collegio di Avellino.
Il nome di Galati e’ emerso nel corso di altre inchieste della magistratura. Nell’ambito dell’operazione “Alchemia”, nel 2016 la Dda di Reggio Calabria ne aveva chiesto l’arresto, ma la sua posizione fu successivamente archiviata. Al centro delle indagini un’operazione immobiliare a Roma che avrebbe avuto come promotori elementi legati alla ‘ndrangheta.
Il 15 marzo scorso era stata la Procura di Catanzaro ad indagare su di lui nell’ambito dello scandalo legato alla gestione di “Calabresi nel Mondo”, la societa’ “in house” della Regione Calabria di cui era presidente. La procura catanzarese ipotizzava un sistema di assunzioni a fini clientelari che aveva portato al sequestro, a suo carico e del direttore della societa’, ora in liquidazione, di oltre 200.000 euro. Nel mirino della magistratura la gestione di fondi comunitari e l’illecita locazione di un immobile con sede a Roma.

Ecco i nomi di tutte le persone coinvolte nell’operazione