Operazione Merlino, resta agli arresti solo Fernandez

Il Riesame rimette in libertà tutti gli altri, a cominciare dal sindaco di Fuscaldo Ramundo. L'operazione è di qualche giorno fa ed è della procura di Paola

Arriva un’altra brutta frenata dal Riesame di Catanzaro nei confronti della procura di Paola oggi, così come di quella di Castrovillari in altri casi. Dei 10 discussi oggi in relazione all’inchiesta Merlino, il presunto comitato d’affari tra Fuscaldo e Cosenza, ben 9 sono stati rimessi in libertà a cominciare proprio dal sindaco di Fuscaldo, Ramundo. Resta ai domiciliari Fernandez, il super funzionario del Comune di Cosenza ma anche funzionario distaccato per tre giorni a settimana presso il Comune di Fuscaldo. E proprio Fernandez, appunto “Merlino”, resta l’indagato chiave della vicenda e la conferma della misura dimostra sostanzialmente che per ora resta valido questo specifico impianto dell’accusa. Che però perde pezzi importanti con la scarcerazione degli altri 10 discussi oggi mentre ne restano solo 2 da trattare martedì. Il sindaco di Fuscaldo proprio l’altro giorno aveva iniziato sciopero della fame.
“Sono giunto – scriveva in una lettera divulgata dalla famiglia – al sesto giorno di sciopero della fame. Questo e’ l’unico modo per urlare la mia innocenza, di fronte ad una grave ingiustizia subi’ta. Un atto gravemente ingiusto, un’accusa tutta da provare, che ha portato ad una misura cautelare in carcere, che sta privando della liberta’ una persona innocente. Quella che sto subendo in questi giorni e’ una brutale ingiustizia ed e’ per questo motivo, che ho inteso iniziare, da venerdi’, lo sciopero della fame. Perche’ e’ intollerabile cio’ che mi sta accadendo, ancor di piu’ per un clamore mediatico inaudito, atteso che il sottoscritto non e’ accusato ne’ di corruzione e ne’ di peculato, ma di falso ideologico a causa di ordinanze contingibili ed urgenti firmate per consentire la gestione del depuratore, in attesa dell’espletamento di un bando europeo, che, per vicissitudini burocratiche, che ho avuto gia’ modo di illustrare e spiegare in sede di interrogatorio, non poteva essere redatto nei tempi sperati. Ovviamente, non potevo consentire, da sindaco, il non funzionamento del depuratore, anche perche’, in quel caso, avrei causato un enorme danno ambientale, che, quello si’, mi sarebbe pesato sulla coscienza. Quindi, ne’ regalie, ne’ ruberie e ne’ altro, come si sta gia’ constatando, d’altronde. Ho sempre servito il mio paese – continua – e sono stato il primo a compiere sacrifici nel momento del bisogno e nel momento in cui abbiamo dovuto affrontare il dissesto finanziario. Ho rinunciato alle indennita’, ai rimborsi, ho spesso pagato di tasca mia pur di far risparmiare il Comune. Sotto l’aspetto economico ci ho perso, altroche’. Ed e’ tutto alla luce del sole. Percio’, l’ingiustizia che sto subendo non puo’ essere tollerata ed e’ per questo che l’unico modo per protestare e per far sentire la mia voce e’ quello dello sciopero della fame. Non ho altri mezzi – conclude – in attesa del trionfo della verita’, che tutti, a questo punto, meritano”.