‘Ndrangheta, le mani dei clan sui rifiuti: condanne per 90 anni

Pene per complessivi 90 anni di reclusione sono state comminate dal gup di Reggio Calabria al termine del processo Trash, in abbreviato. Assolto l’ex superlatitante Orazio De Stefano, condannato alla pena di 20 anni invece suo nipote Paolo Rosario De Stefano, anch’egli ex superlatitante. Il processo e’ scaturito dall’omonima indagine della Squadra Mobile, che l’11 maggio 2017 aveva eseguito cinque fermi per presunti esponenti di vertice ed affiliati della cosca De Stefano di Reggio Calabria, accusati a vario titolo di associazione mafiosa e varie estorsioni con l’aggravante mafiosa. L’indagine ha fatto luce sugli interessi e l’infiltrazione nel settore dello smaltimento dei rifiuti da parte della cosca De Stefano, sia nella societa’ a partecipazione pubblica Fata Morgana – creata dal Comune per la raccolta dei rifiuti nel comprensorio dell’Ato (Ambito Territoriale Ottimale) n. 5 e dichiarata fallita il 10 luglio del 2012 – sia nel settore delle societa’ private dell’indotto ad essa collegato. Il gup ha assolto anche Francesco Ferrara e Andrea Maviglia. Oltre a Paolo Rosario De Stefano, invece, queste le condanne: Paolo Caponera, 18 anni; Giuseppe Pratico’, 18 anni; Andrea Saraceno, 14 anni; Andrea Giungo, 14 anni; Vincenzo Torino, 6 anni.