Provinciali, urne a Catanzaro e Vibo. Il centrosinistra tenta il “miracolo”

Elezioni di secondo livello, si vota fino alle 20. Il peso notevole del cosiddetto voto ponderato che consegna un grande vantaggio al centrodestra

Se prima di andare a dormire stasera si leggerà che Sergio Abramo e Salvatore Solano sono diventati rispettivamente presidente della Provincia di Catanzaro l’uno e di Vibo Valentia l’altro alzi la mano chi se la sentirà di dire, in cuor suo, che non se l’aspettava. Che la notizia si traveste in qualche modo da sorpresa.

Perché tutto si può dire attorno a queste elezioni di secondo livello e che vedono urne aperte dalle 8 di stamattina alle 20 di stasera nei Palazzi delle Province di Catanzaro e Vibo tranne, appunto, che i grandi favoriti non siano il sindaco di Catanzaro da un lato, e quello di Stefanaconi dall’altro.

E questo a prescindere da ogni ragionamento politico fatto di trame e di accordi e persino di strategie future. Il perché è presto detto ed è tutto figlio di una riforma (quella Delrio) che come è noto doveva consegnare le Province progressivamente all’eutanasia economica e politica salvo apprendere, cammin facendo, che invece servono e che avevano e hanno pure un certo peso nella distribuzione delle competenze istituzionali. Da qui la cassa che piange sempre da un lato e l’elezione di secondo livello dall’altro, quella dove votano solo sindaci e consiglieri comunali con il cosiddetto sitema del voto ponderato (che pesa quanto vale) e che mette in condizioni un consigliere comunale di una città capoluogo di contare dieci o venti volte quello di un paesino.

E con Catanzaro e Vibo Valentia che ospitano nelle assisi comunali la netta maggioranza di centrodestra va da sé che Abramo e Solano non possono che partire in netto vantaggio oggi. Certo, le sfide rimangono in qualche modo da giocare e tanto Alecci (sindaco di Soverato) quanto Schinella (sindaco di Arena) le loro carte le caleranno sul tavolo. Ma se pure dovesse alla fine spuntarla uno solo di loro due per il centrosinistra si tratterebbe pressappoco di un miracolo, per non dire poi se dovessero vincere entrambi. Ma siccome in politica come nell’aritmetica i numeri, benché condizionabili fino all’ultimo, si mettono in colonna tutti e tutti partecipano alla somma da tirare, nessuno può dirsi sorpreso se Abramo e Solano saranno presidenti stasera.

Quando si gioca da favoriti e quando favorita è la disposizione reale delle forze in campo succede che agli avversari viene concessa la chance della “dolce sconfitta” e, per controaltare, a se stessi la non facile esaltazione. Non avrebbe una lettura politica onesta e razionale, se si realizzasse. Perché tanto Abramo (e Tallini) quanto Solano (con Mangialavori dietro) sanno bene che l’unità vera del fronte unico del centrodestra calabrese è un’altra cosa e bisognerebbe chiedere a Piero Aiello e per certi versi allo stesso Claudio Parente cosa ne pensano a tal proposito. Così come, ma qui è persino inutile ripeterlo, se pure dovesse accadere il “miracolo” della vittoria di Alecci o Schinella o di tutti e due resterebbe azzardato (o insensato) parlare di centrosinistra unito perché ce ne sono almeno tre in campo con tanto di trame e prospettive al momento differenti. Diciamo allora che in un mercoledì prefestivo e come se fosse un turno di coppa qualsiasi le urne di Catanzaro e Vibo si giocano, semplicemente, le Province.

Per quello che valgono e con tutti gli affanni che si portano dietro. Niente altro di più. Poi, certo, ognuno vuole e può vincere ma chi ha facoltà di depositare scheda nell’urna oggi sa già che deve fare, a chi appartiene e quanto “pesa” il suo consenso. E i numeri suggeriscono già i nomi dei vincitori anche se le sorprese, o i “miracoli”, non è la prima volta che si realizzano e anche nei turni di coppa…

 

 

I.T.