Aeroporto, ditta condannata a risarcire una dipendente

Il giudice ha sanzionato il mancato pagamento del lavoro straordinario e delle retribuzioni dal novembre 2007 al luglio 2014 per complessivi 48mila euro

Non è possibile reiterare, per anni, la negazione del diritto alle ferie, ai riposi settimanali e ai permessi retribuiti di una dipendente.

E non può essere consentito il sistematico sfruttamento del lavoro straordinario prestato e non retribuito. Sono questi i due più importanti capisaldi della sentenza del Giudice del Lavoro di Lamezia Terme che giorni fa ha condannato una società privata operante nell’aeroporto internazionale lametino a risarcire una dipendente assunta nel 2007 e tuttora in servizio.

Il provvedimento del magistrato – la dottoressa Valeria Salatino – ha inoltre sanzionato il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario effettuate, rilevando che l’azienda non ha provveduto alle relative retribuzioni “dal novembre 2007 al luglio 2014”.

La sentenza ha perciò stabilito la condanna della datrice di lavoro, un’azienda operante a livello nazionale ed anche negli scali di Reggio Calabria e Catania, “al pagamento, in favore della ricorrente, della somma complessiva di € 44.898,19, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria dalla maturazione dei crediti al saldo effettivo” nonchè al pagamento delle spese processuali. In sostanza l’aeroporto internazionale di Lamezia non è un’area “duty-free” per quanto riguarda i diritti di chi lavora.

“Nell’ esprimere la mia soddisfazione per il risultato ottenuto in favore della mia assistita – afferma l’avvocato Silvia Gulisano che ha difeso la dipendente – sottolineo che per molti aspetti si tratta di una sentenza che va oltre il caso in esame e interviene in un contesto sociale caratterizzato da soprusi e irregolarità a rafforzare in questo particolare momento la tutela dei diritti dei dipendenti, storica ‘parte debole’ del rapporto di lavoro”.

“A un quadro ambientale di diffusa violazione delle norme di legge e dei contratti collettivi – osserva la professionista – non è sfuggita l’area aeroportuale che è quasi interamente a gestione pubblica ma certamente dalla nuova compagine al vertice dello scalo, guidata da una figura di rilievo istituzionale, ci si aspetta un’adeguata attenzione sulle aziende private concessionarie di servizi tenute al rispetto della legalità e dei diritti più elementari dei lavoratori anche in considerazione del vigente codice etico”