Attanasio deve “attendere” il suo destino

Nuovo rinvio per il reo confesso dell’omicidio di Damiano Galizia. Il  giudice acquisisce nuovi documenti

Francesco Attanasio

Il destino di Francesco Attanasio deve ancora attendere. Ieri mattina un  nuovo rinvio al prossimo 15  dicembre per la sentenza da parte del gup  Greco. L’imputato ha scelto e chiesto di essere processato col rito  abbreviato lo scorso 24 marzo. Nella scorsa udienza il pubblico ministero Giuseppe Visconti ha chiesto  una condanna a 18 anni di carcere. Ieri mattina il giudice ha acquisito nuova documentazione e prima del  rinvio ha chiesto di riascoltare i teste della polizia di Stato, il vice  questore aggiunto Zanfini, all’epoca dei fatti dirigente della mobile e  l’ispettore Claudio Sole, attuale coordinatore di una selle sezioni

investigative della questura per chiarire alcuni passaggi fondamentali  riguardanti Attanasio nei momenti antecedenti e successivi all’omicidio  di Damiano Galizia. Nell’udienza svoltasi a porte chiuse alla presenza dei legali tra cui  Filippo Cinnante parte civile per la famiglia Galizia e Francesco Boccia  parte civile Luigi Galizia attualmente imputato nel processo per il  presunto assassinio della madre e della sorella di Attanasio Edda Costabile di 77 anni e Ida Attanasio di 52, avvenuto il 30 ottobre del  2016 all’interno del cimitero di San Lorenzo del Vallo. Attanasio è reo confesso dell’omicidio di Damiano Galizia avvenuto nel  maggio del 2016 Arcavacata, una contrada di Rende. Il giovane dichiarò di avere un debito nei confronti dell’amico Galizia di 17mila euro (che oggi gli investigatori sembra abbiano quantificato in circa 90, 100 mila euro) e il 2 maggio avrebbe dovuto incontrarsi con
lui per saldare parte del debito. Ma non avendo potuto ottemperare  all’accordo la vittima lo avrebbe schiaffeggiato. Sarebbe stato a quel  punto che Attanasio avrebbe estratto la pistola ferendolo a morte. Da qui prima la fuga di alcuni giorni e poi la decisione di costituirsi  agli investigatori della squadra mobile, gli stessi a cui aveva indicato
un box in uso a Damiano Galizia in cui era nascosta una fornitissima santabarbara, filone in mano alla Dda.