Rifiuti, la “Daneco spa” ha presentato richiesta di concordato preventivo

La Regione costretta a intervenire sempre più spesso “in danno al gestore” degli impianti  di smaltimento rifiuti di Alli, Lamezia e Pianopoli dove arriva la maggior parte dell’immondizia calabrese.

Solo nell’ultimo Burc altri 5 interventi della Cittadella per sopperire alla mancanza della “Daneco spa” che gestisce gli impianti da anni a seguito di regolare gara d’appalto.

La società è in gravissime difficoltà economiche e non riesce a svolgere il lavoro per cui si è aggiudicata gli appalti milionari. Ogni mese ormai la Regione è quindi costretta ad intervenire per evitare guai seri agli impianti, alla popolazione e all’ambiente. In attesa che venga attivato il nuovo bando si cerca di salvare capre e cavoli. Perchè? Prima sacrosanta domanda che “sorge spontanea”.

Proprio nei giorni scorsi la Daneco spa ha presentato domanda definitiva per il concordato preventivo, anticamera del fallimento. Il concordato preventivo è uno strumento che la legge mette a disposizione dell’imprenditore, in crisi o in stato di insolvenza, per evitare la dichiarazione di fallimento attraverso un accordo destinato a portare ad una soddisfazione anche parziale delle ragioni creditorie.

Si chiama “preventivo”, appunto, per questa sua principale funzione di prevenire la più grave procedura fallimentare che potrebbe seguire ad uno stato di dissesto finanziario.  Il concordato preventivo è regolato dalla Legge Fallimentare (ossia dal Regio Decreto n. 267 del 16 marzo 1942) che negli ultimi anni ha subito una serie di interventi da parte del legislatore che hanno in qualche modo “ristrutturato” l’istituto con l’obiettivo di favorire il risanamento e soprattutto la prosecuzione dell’attività di impresa.

Lo scopo del concordato preventivo non è solo quello di tutelare l’imprenditore in difficoltà, ma anche i creditori. Infatti, se da un lato il debitore con l’accesso alla procedura può paralizzare ogni possibile azione esecutiva nei suoi confronti e mantenere l’amministrazione dell’impresa, sia pure con determinati limiti, i creditori, dal canto loro, possono evitate l’attesa dei tempi lunghi necessari per portare avanti la più complessa procedura fallimentare e conseguire, così, in tempi relativamente brevi il soddisfacimento quantomeno parziale del proprio credito.

Al di là degli interessi dei soggetti direttamente coinvolti nel procedimento non si può negare che il concordato preventivo soddisfi anche il più ampio e generale interesse della società al mantenimento dell’operatività delle imprese e dei livelli occupazionali. Si legge sul sito “nodiscaricadipianopoli”: “L’ormai quasi certa procedura di fallimento è l’ultimo tassello di un puzzle fatto di affari sporchi, inchieste della magistratura e tante promesse di posti di lavoro mai mantenute nei tre impianti di Lamezia, Alli e Pianopoli”. La preoccupazione cresce.

La Regione che intenzioni ha?