Regolare la gara d’appalto della Procura catanzarese e la Dda per i servizi di intercettazione

La gara della Procura della Repubblica di Catanzaro per l’affidamento del servizio di intercettazioni è regolare e quindi lo è anche l’aggiudicazione. I giudici amministrativi del Tar hanno dichiarato irricevibile il ricorso della società uscente che aveva proposto ricorso ciontro la gara d’appalto e la sua aggiudicazione. I nomi delle società sono tutte coperte da omissis per motivi di sicurezza.

In data 25 maggio 2016 la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro ha diramato un invito, rivolto a dieci società, alla formulazione di offerte per l’affidamento per la durata di tre anni dei servizi di fornitura in noleggio di sistemi di intercettazione ambientale, localizzazione satellitare, telematica e video a supporto delle attività di cui agli artt. 266 e 266 bis c.p.p. La procedura di evidenza pubblica è stata indetta ai sensi dell’art. 162 del d.lgs. n. 50/2016 (contratti secretati).

Ai fini dell’affidamento del contratto, è stata prevista l’attribuzione di un punteggio massimo di 70 per l’offerta tecnica e di 30 per l’offerta economica, per un punteggio complessivo massimo di 100.

È stato anche fissato un punteggio minimo di 45 per l’offerta tecnica. 2. Al procedimento di gara hanno partecipato sette ditte, delle dieci invitate: -OMISSIS-, la -OMISSIS-., la -OMISSIS-la-OMISSIS-la -OMISSIS-, la -OMISSIS-la-OMISSIS- In esito al procedimento di gara, con nota del 19 settembre 2016, a firma del Procuratore della Repubblica, è stata comunicato alle società -OMISSIS- che il servizio è stato affidato alla -OMISSIS-,-OMISSIS–OMISSIS–OMISSIS-. Con istanza presentata in data 20 settembre 2016 -OMISSIS-. ha richiesto accesso agli atti di gara, che è stata soddisfatta solo a seguito dell’ordine di consentire l’esame e l’estrazione di copia degli atti, impartito con sentenza 22 maggio 2017 n. 830 del Tribunale amministrativo regionale per la Calabria. Si legge nella sentenza di ieri del Tar: “Si legge, fra le altre cose, nella nota che “…le offerte sono state valutate dal Procuratore della Repubblica secondo il criterio della convenienza tecnico economica (…) e alla capacità delle aziende di fornire una adeguata e innovativa prestazione a supporto dell’attività d’indagine di cui agli art 266 e 266 bis c.p.p…”.

È questo un elemento estremamente rilevante, attinente alla coincidenza tra il soggetto che ha predisposto gli atti di gara e il soggetto che ha effettuato la valutazione, che parte ricorrente avrebbe potuto (e dovuto) censurare tempestivamente nel termine di trenta giorni dalla comunicazione, anziché farne il primo motivo di un ricorso proposto a circa nove mesi di distanza. Ciò, ovviamente, ferma restando la possibilità di proporre motivi aggiunti una volta acquisiti i documenti di gara grazie all’esito favorevole del giudizio relativo al procedimento di accesso. Ne consegue la fondatezza dell’eccezione di tardività del ricorso. 10. Per quanto sopra, il ricorso deve essere dichiarato irricevibile, ai sensi dell’art. 35 lett. a) c.p.a. La complessità e particolarità delle questioni trattate inducono a disporre l’integrale compensazione delle spese del giudizio fra le parti costituite. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara irricevibile”.