Frana Lidl Zumpano 2011, imputati assolti perché il fatto non sussiste

Frana Zumpano

Frana Lidl Zumpano 2011, imputati assolti perché il fatto non sussiste.

Ieri mattina il giudice monocratico del Tribunale di Cosenza Claudia Pingitore ha accolto in pieno la tesi della difesa del legale rappresentante del “Dual Village”, Carlo Simeoli (difeso dall’avvocato Francesco Chiaia e Salvatore Alfano), dell’ex sindaco di Zumpano, Claudio Carelli e del manager del “Lidl Italia Srl” Antonio Ovidio De Ierolamo (difesi dagli avvocati Franz Caruso e Cocchi) accusati del reato di frana e crollo di costruzioni “per non aver previsto l’evento franoso del marzo 2011 benché tale evento fosse molto prevedibile sulla scorta della mera analisi visiva del costone oltre che dalla documentazione attestante la condizione di grave dissesto dell’area interessata da relazioni di vari geologi allegate al programma di fabbricazione del Comune di Zumpano”.
Una sentenza che arriva dopo quasi quattro anni di processo, con una istruttoria dibattimentale che ha dimostrato, in più fasi e grazie anche alle indagini difensive condotte, come gli imputati non avessero colpe all’interno della drammatica vicenda in cui il 2 marzo del 2011, alle 7.30 del mattino, una frana si abbatté sul supermercato Lidl alle porte della città bruzia, fortunatamente ancora chiuso ai dipendenti e al pubblico. Uno dei capannoni fu investito da detriti e fango, tronchi di alberi, massi argillosi e un traliccio di energia elettrica.

Al momento della frana erano presenti solo gli addetti ai frigo che riuscirono a mettersi in salvo. Sempre nello stesso punto del costone argilloso si verificò una primo evento franoso nel novembre 2010.

A distanza di sei mesi dal marzo 2011, fu inaugurata nello stesso punto in cui era franata la collina, una multisala. Durante le indagini da parte della Procura bruzia, gli inquirenti raccolsero una serie di prove documentali, tra cui quelli attestanti la non edificabilità dei luoghi di contrada Malavicina, in quanto l’area rientrava ad alto rischio di dissesto idrogeologico.
A smontare le accuse raccolte dalla Procura e portate nell’istruttoria dibattimentale fu tra gli altri Luciano Picarelli docente ordinario dell’Università di Napoli, consulente tecnico delle difese, tra i massimi esperti in campo internazionale di frane. Lui stesso dichiarò: «La frana di Zumpano non è stata causata dagli eventi descritti dai consulenti tecnici della procura di Cosenza».

Per i consulenti il pericolo frana non era né visibile né prevedibile. Picarelli nella sua consulenza evidenziò di avere notato che la collina era suddivisa in due strati: roccioso e argilloso e che la frana sarebbe partita dalla parte centrale del costone dove non poteva essere visibile la presenza di acqua perché avrebbe origini lontane rispetto al punto di distacco del terreno. Tra l’altro la naturale struttura del costone sarebbe stata modificata nel corso degli anni per via degli agenti atmosferici, le scosse di terremoto verificatesi nella zona in questione e l’acqua (falde acquifere sotterranee non visibili) che nel tempo ha logorato la parte di collina. Tutti questi elementi avrebbero quindi contribuito in modo decisivo alla trasformazione della collina ed al successivo evento franoso. Per Picarelli i lavori effettuati non incisero su quanto avvenuto