Cardinale: intitolata una via a Pino Rauti, esponente della destra estrema

Quando le radici “d’origine” sono più forti di quelle “ideologiche” succede che un sindaco di centrosinistra appoggia e sostiene l’idea bislacca di intitolare una via ad uno dei più noti e convinti esponenti della destra estrema nel Paese. Siamo a Cardinale, provincia di Catanzaro. E il presidente dell’Ente intermedio, di centrosinistra, Enzo Bruno, si è guardato bene dal legittimare con la propria presenza istituzionale questo discusso e controverso deliberato del sindaco di centrosinistra, Giuseppe Marra.

Pino Rauti, Pino Rauti, chi era costui? Giornalista e politico, è morto nel 2012 a 85 anni. È stato a lungo deputato. Dal 1994 al 1999 fu europarlamentare: in questi anni si schierò contro la svolta di Fiuggi di Fini del 1995, che lo portò a fondare il Movimento Sociale Fiamma Tricolore. Da alcuni è stato definito «fascista di sinistra» e da altri «Gramsci nero». È stato segretario nazionale del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale (1990-1991), del Movimento Sociale Fiamma Tricolore (1995-2002) e del Movimento Idea Sociale (2004-2012). Rauti ha fondato anche l’associazione culturale Centro Studi Ordine Nuovo ed è stato coinvolto in alcune importanti inchieste giudiziarie, dalle quali è stato scagionato. Il 4 marzo 1972 il giudice Stiz, di Treviso, emette un mandato di cattura contro Rauti per gli attentati ai treni dell’8 e 9 agosto 1969. Successivamente l’incriminazione si estenderà agli attentati del 12 dicembre (tra cui la strage di Piazza Fontana), per la quale Rauti fu anche incarcerato alcuni giorni, venendo rilasciato il 24 aprile 1972, prima di essere eletto deputato. Nel 1974, con la rivoluzione dei garofani in Portogallo, viene scoperta l’organizzazione eversiva internazionale fascista Aginter Press, con la quale ha stretti rapporti anche Rauti attraverso l’agenzia Oltremare per la quale lavora. Nessuna di queste inchieste ha mai accertato qualche reato a suo carico. Successivamente Rauti è stato inquisito per la strage di Piazza della Loggia a Brescia e in merito il 15 maggio 2008 è stato rinviato a giudizio. Assolto «per non aver commesso il fatto», il 16 novembre 2010 con la sentenza numero 2 della Corte d’Assise di Brescia. Nelle richieste del pm Roberto Di Martino, per quanto concerne la posizione di Rauti, è stata chiesta l’assoluzione, dove si è affermato che quella del politico calabrese è una «responsabilità morale, ma la sua posizione non è equiparabile a quella degli altri imputati dal punto di vista processuale. La sua posizione è quella del predicatore di idee praticate da altri ma non ci sono situazioni di responsabilità oggettiva. La conclusione è che Rauti va assolto perché non ha commesso il fatto».

“Via Pino Rauti” oggi esiste. Da domenica scorsa la percorrono quanti a Cardinale attraversano una delle arterie in cui il centro del Catanzarese si districa. E non sono bastate le rumorose e convinte mobilitazioni di Anpi, Cgil, Si e Mdp locali che si erano scagliati contro tale «deprecabile scelta», supportate dalla tardiva ma utile presa di posizione della la segreteria regionale del Pd che prende le distanze con una nota: «L’intitolazione di una strada a Pino Rauti, per quanto nel suo paese natale Cardinale, rappresenta una scelta grave e da condannare, perché per la prima volta in Italia si vuole celebrare una figura assolutamente controversa e oscura della storia del nostro Paese, che soprattutto nulla ha da condividere con i valori del Partito democratico». La nota del Pd attacca anche quei dem locali che «non abbiano colto l’inaccettabilità dell’iniziativa. Ci auguriamo che in tempi rapidissimi avvenga una chiara presa di distanza, altrimenti il partito sarà costretto ad assumere i necessari provvedimenti disciplinari contemplati nel nostro statuto».

Molto rumore per nulla, chiosano i militanti di “Noi con Salvini”. “Rauti studioso che tanti dimostrano di non conoscere, scrittore e giornalista che ha sempre tuonato l’irripetibilità del periodo fascista, impegnandosi nondimeno in quello sforzo di conservazione di una cultura ispirata ai canoni non di una ideologia ma di uno stile di vita – scrivono i salviniani -. Perché demonizzare questo quando altissime cariche dello Stato oggi tentano di convincerci della bontà di mutuare stili di vita da tradizioni a noi lontanissime? Coloro che oggi prendono le distanze si interrogassero sulla propria capacità di avere una coerenza. Chi può permettersi di bollare Pino Rauti comese poi migliaia e migliaia di vie, piazze e giardini in Italia sono state intitolate a vari esponenti che hanno, questi si, contribuito a condurre il nostro Paese sino al punto nel quale versa? Quanti contemporanei nomi di signori di sinistra, oggi artefici della sospensione della democrazia istituzionale che stiamo vivendo, domani saranno visti dai nostri figli appiccicati sui muri delle strade? I talebani mandano giù i templi buddisti, demoliremo Roma EUR e raderemo al suolo Latina? Ecco il limite. E’ facile scorgere quanto il tutto si risolva in una percezione troppo soggettiva ed ideologizzata che da sola dovrebbe imporre a chiunque di astenersi da certe considerazioni. La intitolazione delle pubbliche vie è cosa seria e le preposte commissioni fanno il loro buon lavoro. Resta una polemica tutta di sinistra sul “politico Rauti” che rifugge (per convenienza?) “l’uomo di cultura Rauti”. Una polemica dal retrogusto troppo affine al sapore di questa stagione politica. Cardinale – conclude Chiefalo a nome di tutta la sede – potrà intitolare le proprie strade anche a Rintintin o a Lassie, il ricordo e le tradizioni non si elidono ed il PD non può permettersi di fare pulizia dei ricordi tantomeno polizia toponomastica”. Questione di punti di vista, sempre.