Corte dei Conti “inascoltata”, l’Asp di Cosenza continua a non liquidare i decreti ingiuntivi

Decreti ingiuntivi provvisoriamente esecutivi e sentenze passate in giudicato che non vengono liquidate. A cui non viene dato seguito a differenza di quanto prescive la legge. Di conseguenza, perché poi di questo stiamo parlando, danni erariali certi per decine di migliaia di euro di interessi al giorno che prima o poi pagheranno i calabresi. Tutti i calabresi.
È quanto sta accadendo, per altro in continuità nel senso che non è certo una storia inedita questa, all’interno dell’Asp di Cosenza. L’Asp più piena di euro e di rogne che c’è in circolazione in Calabria.
E questo, girarsi dall’altra parte pur in cospetto di decreti ingiuntivi temporaneamente esecutivi, pur in presenza di un accorato e ultimo monito da parte della procura generale della Corte dei Conti che nella relazione annuale non lo ha mandato a dire a proposito dell’Asp di Cosenza. Della serie, inutile non pagare quello che i giudici hanno sentenziato invece che deve essere pagato. Questo atteggiamento, più o meno doloso, provoca solo e sempre danno erariale che pagheranno i calabresi.
Naturalmente il dg Graziano fa l’indiano, fa finta di preservare l’Asp e di curare gli interessi dell’azienda. Ma in realtà, in prospettiva e più o meno inconsapevolmente, la sta mandando in fallimento del tutto l’Asp di Cosenza.
Sulla carta le responsabilità dovrebbero ricadere sull’ufficio legale dell’azienda, con un particolare non da poco dentro. È a tratti gestito anche dal congiunto di un proprietario di una clinica importante di Cosenza, con conflitto di interessi dietro l’angolo ma grande come una casa. Chi vigila? Chi controlla chi?
Forse non ha tutti i torti il presidente e commissario Occhiuto quando dice che la sanità è allo sbando. Altro è poi chiedersi chi la sta guidando al momento…