Lungro in festa, la lettera anonima e “il campanaro che ha con sé molto denaro…”

“È arrivato il campanaro che ha con sé molto denaro. Denaro non sudato…”.
Circola e in forma rigorosamente anonima una lettera a Lungro con “notizie” su Lungro e sulle movenze che oggi potrebbero persino consegnare un “perché” c’è chi comanda a Palazzo comunale e chi invece sta a guardare. Movenze che tutto sommato non sono per niente estranee o sconosciute a “il Fatto di Calabria” che in più puntate le ha descritte e in varie forme.
Nell’incipit della lettera, contenuta nella classica busta rosa, una delle “puntate” del giornale a proposito di uno strano andirivieni da un ufficio postale (puntualmente segnalato a chi di competenza) con tanto di cassa sonante fino ad Acquaformosa. Movimenti allo sportello nei preliminari del voto e soprattutto in coincidenza con un’altra stranezza mica male e ampiamente descritta da “il Fatto di Calabria”. Due stranezze che è difficile tenere scollegate. Una riunione “allegra” di popolo al cimitero ad urne aperte o da aprire di lì a poco. Luogo di culto, di rito e di tristezze trasformatosi d’un tratto in perimetro da sorrisi a pieni denti (e probabilmente a piene mani). Di lì, gonfi di allegria, fino al seggio e fino al voto è stato un attimo a Lungro. Il resto è storia di vincitori e vinti, sotto gli occhi di tutti. In un passo la lettera anonima è persino più esplicita…”Nelle amministrative del 22 c’era un via vai tra vivi e morti, molti volti son risorti… son risolti dal cimitero e di corsa sono andati al seggio elettorale… Viva viva il campanaro, ora il paese è tutto felice hanno trovato l’araba fenice…”.
L’araba fenice, il paese è tutto felice. Lungro in festa quindi, da allora e dal giorno del voto a quanto pare. Al bando tristezze e al bando persino il cimitero. Ora sta tutto, o quasi, in una lettera anonima, all’antica. E c’è chi è convinto che l’allegria contagiosa sia arrivata fino a Castrovillari. Dove d’improvviso non si ride più…