Ndrangheta a San Lucido, “Affari di Famiglia”: cinquantatré indagati

Chiuse le indagini sulla cosca Tundis-Calabria. Coinvolto anche un consigliere comunale

“Affari di famiglia” chiuse le indagini preliminari dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro. In tutto 53 gli indagati: Andrea Alò, Gianluca Ambrosi, Gianluca Arlia, Massimiliano Biscardi, Dalvio Bruno, Alessandro Francesco Bruno, Luciano Bruno, Fabio Calabria, Giuseppe Calabria, Pietro Calabria, Paolo Carbone, Salvatore Caruso, Raffaele Conforti, Paolo D’Amato, Eugenio De Rose, Francesco De Rose, Eugenio Filippo, Giovanni Fiore, Mattia Garibaldi, Giovanni Garofalo, Michele Iannelli, Giuseppe La Rosa, Francesco Lenti, Giovanni Lenti, Silvestro Lenti, Eugenio Logatto, Mario Maiolo, Luca Mandarino, Marco Manfredi, Emilio Mantuano, Gabriele Molinaro, Vincenzo Nesci, Francesco Oro, Roberto Porcaro, Albino Sammarco, Ahmed Sajjad, Alessio Samà, Claudio Santoro, Andrea Santoro, Vincenzo Senatore, Alessandro Serpa, Francesco Serpa, Giovanni Tenuta, Francesco Trotta, Andrea Tundis, Emanuele Tundis, Federica Tundis, Michele Tundis, Giovanni Vattimo, Pamela Villecco, Cristian Vommaro, Davide Vommaro e Luca Marincola Vommaro.

Nell’inchiesta è rimasto invischiato anche un consigliere comunale di maggioranza di Paola, Alessio Samà. Ben 37 persone il 9 maggio dello scorso anno sono state raggiunte da ordinanze di custodia cautelare del Gip distrettuale di Catanzaro, Giuseppe De Salvatore, su richiesta dell’allora procuratore Nicola Gratteri, dell’aggiunto Vincenzo Capomolla e del pm antimafia Romano Gallo. Diciotto le persone che erano finite in carcere (le altre ai domiciliari o l’obbligo di dimora) con l’accusa di far parte di un’associazione riconducibile alle famiglie del clan Tundis e Calabria