Dibattito sulla decadenza del SSN, il vescovo di Cassano, mons. Savino: questione cruciale per la democrazia

“La questione sanità in Calabria è cruciale per la democrazia. Se ne parlo e perché non voglio essere complice e neutrale. Non è più tempo di equilibrismi, mi preoccupa il menefreghismo e il silenzio degli onesti, come diceva il giudice Rosario Livatino. Cosi’ come, sono preoccupato della crisi della politica e dei partiti. I calabresi meritano di più. La prima questione è la riorganizzazione della rete ospedaliera. Quando nel 2016 venivano chiusi gli ospedali dove eravamo? Senza la mappatura dei bisogni non si va da nessuna parte. Chi fine ha fatto la medicina territoriale. Le case di comunità che fine hanno fatto? Tutto il comparto socio assistenziale che fine ha fatto? Ci vuole una cabina di regia che non obbedisca ai soliti noti. Vogliamo aprire una riflessione sul rapporto tra sanità pubblica e privata? La politica deve stare fuori dalla gestione della sanità. Sono seriamente preoccupato sul disegno di legge sull’autonomia differenziata. Se dovesse passare questa legge, diventeremo ancora più poveri.

E l’ora di non fare silenzio, è l’ora di osare. È l’ora del popolo delle beatitudini. Popolo basta con la paura”. Lo ha affermato, Mons. Francesco Savino, Vescovo di Cassano All’Jonio e Vice Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, intervenendo a Rende, presso la Sala “De Cardona”, della BCC Mediocrati, su: “Decadenza del servizio sanitario nazionale. In Calabria sarebbe sufficiente una maggiore dotazione finanziaria?”. AI lavori introdotti e coordinati da Franco Petramala, sono intervenuti, Carlo Guccione, Roberto Castagna, Segretario Generale della UIL della provincia di Cosenza, Giuseppe Lavia, Segretario Generale della CISL, Eugenio Corcione, Presidente dell’Ordine dei Medici, Giuseppe Nicoletti, economista, Massimiliano Ianni, della CGIL e Roberto Pititto, dell’Associazione Medici Volontari.