Rende, 《è l’ora per tutti di scegliere da che parte stare…》

Il movimento "RendeSì": non è più il tempo di stare con due piedi in due scarpe. Bene hanno fatto quei 10 consiglieri a dimettersi

《A pochi giorni dalla conclusione dei lavori della Commissione d’Accesso Antimafia ci si interroga sull’esito degli stessi.
Sarà necessario un supplemento delle indagini con proroga di tre mesi?
Si accerterà l’incolumità, l’immunità, l’estraneità del Comune rispetto a pratiche di matrice criminale e mafiosa?
Oppure, si riscontreranno infiltrazioni e/o condizionamenti criminali di stampo mafioso e si procederà allo scioglimento del Consiglio Comunale con conseguente commissariamento straordinario a ventiquattro mesi?
Non sappiamo rispondere né augurarci quale possa essere la soluzione migliore, o meglio il male minore, per la nostra comunità.
La terza ipotesi, forse la più probabile, sarebbe vergognosamente drammatica, non che l’attuale situazione istituzionale, amministrativa e politica sia tanto diversa. Mai nella sua storia moderna Rende è stata così debole e vulnerabile.
Appunto la storia della nostra città, già travagliata da un decennio e più a questa parte, sarebbe macchiata e marchiata indelebilmente.
Rende sarebbe la prima amministrazione comunale dell’area urbana cosentina a subire un provvedimento così forte sul piano istituzionale quanto mortificante su quello dell’appartenenza comunitaria.
La casa comune della nostra Rende, la città più progredita, colta e ricca della Calabria, sede del più grande campus universitario d’Italia, sciolta per mafia, si proprio per mafia.
La terza ipotesi, forse, spazzerebbe via tutta una serie di guasti e di rapporti trasversalmente marci, consentirebbe un periodo di riflessione pubblica, ma provocherebbe inevitabilmente danni reputazionali e operativi inestimabili all’attualità delle cose.
Sarebbe il caso di anticipare i tempi così come promosso dai dieci consiglieri di minoranza e, forse, evitare guai peggiori, di certo favorire un processo di pacificazione e riaggregazione politica su basi valoriali ed un percorso di risanamento e di rieducazione culturale e sociale prima che istituzionale e amministrativo.
La nostra comunità, la società civile, tutti noi non possiamo più restare inerti, anestetizzati, narcotizzati.
È arrivato il momento di dare prova di disponibilità e collaborazione, di fugare ogni dubbio, di decidere da che parte stare, ora o mai più》.

RendeSì – Movimento politico-culturale