Rende, “se non lo fa il sindaco, siano i consiglieri a valutare le dimissioni”

Le inchieste giudiziarie a Rende continuano a susseguirsi ed a imbarazzare ormai oltre ogni tollerabilità l’intera citta’.
Come sempre, non intendiamo esprimere valutazioni di merito neppure sull’ennesima vicenda giudiziaria che attinge l’amministrazione rendese, non ci compete e restiamo garantisti nei confronti di tutti i soggetti coinvolti ai quali auguriamo di chiarire al meglio le rispettive posizioni nell’interesse di ciascuno e della citta’.
Cio’ dal quale non possiamo certamente prescindere – dato il contesto che a Rende si è venuto a creare – come cittadini e soprattutto come consiglieri comunali, è quello di rivolgere all’intero consiglio comunale ed a ciascun singolo consigliere, l’appello a fare insieme riflessione seria e urgente sull’opportunità di consentire o meno la prosecuzione di questa esperienza amministrativa.
Un’esperienza amministrativa che, per effetto di una pluralità di vicende giudiziarie, appare oggettivamente compromessa nella sua capacità azione e, dunque, non in grado di affrontare e risolvere le esigenze della città di Rende.
E’ bene sottolineare che non compete solo al sindaco, la scelta di proseguire o meno l’esperienza amministrativa, la scelta è rimessa anche al Consiglio comunale, e noi vogliamo confidare nel fatto che sia la sensibilita’ ed il senso di responsabilita dei consiglieri comunali a poter essere protagonista della scelta di restituire a Rende la serenità necessaria per tornare a guardare con fiducia a speranza al suo prossimo futuro.
Noi apparteniamo alla minoranza, tuttavia, siamo certi che il nostro disagio riguardi molti altri consiglieri comunali anche di maggioranza.
A noi non compete né il ruolo d’accusa né quello di difesa su noi, come rappresentanti della città di Rende in consiglio comunale, grava il peso e la responsabilità di tutelare la citta’ prima di tutto e, prima ancora della carica che ci onoriamo di ricoprire.
Per queste ragioni ai colleghi consiglieri tutti, rivolgiamo l’invito a valutare insieme le dimissioni dalla carica.
Siamo consapevoli che occorrerebbe che siano almeno la metà più uno dei consiglieri in carica (dunque 13) a rassegnare contestualmente le dimissioni per determinare lo scioglimento, tuttavia, in assenza delle dimissioni del sindaco, è l’unica possibilità di sottrarre la citta’ a questa agonia e contenere i danni anche d’immagine che la situazione continua a produrre e alimentare.

(Il gruppo consiliare)

Michele Morrone
Enrico Monaco
Massimiliano De Rose