Tansi replica a Mazzuca: affermazioni infamanti e lesive

Il presidente di Tesoro Calabria risponde a muso duro all'esponente Dem che lo aveva accusato di trasformismo

Oggetto: diritto di risposta e di rettifica ai sensi dell’art.8 della legge n. 47/1948. Articolo apparso sul sito ilfattodicalabria.it all’indirizzo http://www.ilfattodicalabria.it/cosenza/2021/08/elezioni-schermaglie-tra-alleati-mazzuca-contro-tansi-non-ha-titoli-per-fare-il-moralista/ in data 21 agosto 2021 avente come titolo “Elezioni, schermaglie tra alleati. Mazzuca contro Tansi: non ha titoli per fare il moralista”.

Risposta formale di Tansi: “Rispondo alle incaute affermazioni dell’esponente politico cosentino del PD Giuseppe Mazzuca apparse nell’articolo del 21 agosto c.a. su varie testate tra cui quella da lei diretta. Sono affermazioni fortemente infamanti e lesive della mia reputazione, riguardo alle quali il mio legale ha già avviato azioni congiunte in sede civile e penale per calunnia e diffamazione nei confronti del Mazzuca. Come molti sanno, il Mazzuca è il portavoce e/o portaborse di Carlo Guccione, il politico consigliere regionale calabrese, tanto ingombrante quanto parolaio da decenni in primo piano della scena politica calabrese e quindi tra i principali responsabili del fallimento della regione. L’attacco di Guccione – attraverso il “suo” Mazzuca – è una reazione irrazionale al fatto che rimarrà vittima del codice etico, da me fortissimamente voluto e approvato da Amalia Bruni, che impone l’incandidabilità dopo due mandati completi (Guccione è già al terzo mandato) e quindi l’impossibilità del Guccione a candidarsi alle prossime elezioni regionali. Qui nel seguito voglio categoricamente smentire le affermazioni diffamatorie del Mazzuca con documenti alla mano che trasmetto contestualmente a questa richiesta di replica. L’incauto Mazzuca afferma nell’articolo “…personaggi come Carlo Tansi che si è distinto negli anni per incoerenza e fame di potere e di incarichi….. Tansi per anni ha lucrato su importanti incarichi pubblici. Lo stesso Mario Oliverio ha foraggiato costantemente prima alla Provincia e poi alla Regione. Incarichi, peraltro lautamente retribuiti; basti ricordare la nomina fiduciaria di responsabile della protezione civile regionale …. renda pubblici i rendiconti dei compensi che si è intascato grazie agli incarichi conferiti da Oliverio”. Nulla di più falso e infamante. Oliverio non ha “foraggiato” nessuno perchè sono diventato dirigente delle Protezione Civile dopo aver superato una selezione pubblica nazionale (di cui al bando riportato in allegato 1) alla quale ho partecipato (allegato 2) insieme ad altri 11 candidati, presentando un curriculum di tutto rispetto (disponibile su carlotansiperlacalabria.it) nel quale sono riportati, tra vari titoli, oltre cento pubblicazioni scientifiche molte delle quali internazionali, responsabilità di molti progetti di ricerca e vari premi. Faccio presente al Mazzuca che durante il triennio di direzione alla Prociv (2015-2018) mi sono messo in aspettativa e che lo stipendio netto mensile che percepivo dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR, ente presso cui presto servizio in qualità di ricercatore da circa 30 anni) prima della dirigenza Prociv era di 2.520 euro mentre quello percepito dalla regione era di 3.910 euro mensili. Una differenza di 1.390 euro al mese che, tenendo conto delle tante trasferte sostenute a mie spese da Montalto U. (residenza) a Catanzaro (sede di lavoro) si è ridotta a poche centinaia di euro. E soprattutto, come è ampiamente documentato, presso il CNR lavoravo 7 ore e 12 minuti al giorno, da lunedì al venerdì , come da contratto, mentre in Prociv non avevo orari e, tra emergenze notturne e diurne (frane, alluvioni, terremoti, sbarchi migranti, incendi, ecc…), assumendomi grandi responsabilità, lavoravo mediamente 13/14 ore al giorno, anche sabato e domenica, compresi i giorni di Natale, Capodanno, Pasqua e ferragosto. Credo di essermi ampiamente meritato il ruolo che ho rivestito e le poche centinaia di euro che ho guadagnato in più soprattutto per i risultati che ho conseguito: nel triennio in cui l’ho diretta ho denunciato il malaffare che regnava sovrano, facendo arrestare chi l’aveva saccheggiata per decenni e ho trasformato la Prociv in struttura efficiente, innovativa e in modello virtuoso di riferimento per molte regioni d’Italia, elogiato dalle TV nazionali e premiata in Italia e all’estero. Tra riconoscimenti più importanti, quello del Consolato degli Stati Uniti per l’”eccezionale organizzazione della Protezione Civile della Calabria” (aprile 2018), il primo premio per l’innovazione tecnologica del Forum della Pubblica Amministrazione (Roma, maggio 2018) e il Premio Nazionale Italia Nostra conferitomi a Roma nel novembre 2017 insieme ad altre personalità di rilevanza nazionale. Non male per una protezione civile considerata, prima del mio arrivo, Cenerentola d’Italia e completamente sconosciuta ai calabresi. Peccato che quel sistema politico-mafioso che opprime la nostra regione a cui ho toccato enormi interessi economici, nonostante i tanti risultati positivi ottenuti, mi abbia scacciato anticipatamente dalla guida della Prociv. Riguardo ai presunti incarichi alla Provincia di Cosenza (come risulta chiaramente dall’allegato 3), citati dal Mazzuca, non ho MAI ricevuto alcun incarico personale e quindi non ho mai percepito neanche un euro, perché ho collaborato con la Provincia in qualità di Responsabile Scientifico per il CNR di un Progetto di ricerca scaturito da una convenzione stipulata tra la stessa Provincia e il CNR, avente come oggetto: l’”Aggiornamento cartografico delle aree a rischio geo-idrologico del territorio provinciale e la realizzazione di un sistema per il monitoraggio in tempo reale dei corpi franosi” finalizzato alla redazione del “Programma di Previsione e Prevenzione dei Rischi (PPPR)” (rischio frana, alluvione, sismico, incendio) e al “Piano di gestione delle emergenze” della Provincia di Cosenza (allegato 4). Con i 28.000 euro/annui trasferiti dalla Provincia di Cosenza al CNR di Roma (e NON al sottoscritto) sono state finanziate borse di studio e contratti di ricerca a giovani laureati che, a seguito del superamento di rigorose selezioni, sotto il mio coordinamento scientifico (non retribuito in quanto dipendente CNR e quindi già retribuito con il mio stipendio CNR) hanno consentito di redigere, alla luce di tre anni di intenso lavoro, un importante strumento a tutela della sicurezza idrogeologica e sismica dei cittadini. Il medesimo incauto Mazzuca conclude ““Tansi non si è fatto scrupolo di passare con gli avversari di quella coalizione dando inizio ad una girandola di adesioni e apparentamenti che lo hanno portato a schierarsi praticamente con tutto l’arco delle forze in campo. Davvero un bell’esempio di coerenza e moralità”. Niente di più falso! Altro che “girandole di adesioni e apparentamenti”, ho commesso un solo clamoroso errore: quello di avvicinarmi a una persona prepotente, spregiudicata, vittima del suo smisurato ego e in cerca di occupazione come il sindaco napoletano, del quale nutrivo in origine fiducia e stima mal riposte. Lo stesso errore commesso con altretttanta buona fede da a Pino Aprile, responsabile di Equità Territoriale, che di recente ha abbandonato come me la coalizione del sindaco. Ancora una volta mi trovo a dovermi giustificare agli occhi dell’opinione pubblica per difendermi da attacchi infamanti che continuano a riproporsi con le stesse false argomentazioni trite e ritrite, facilmente smentibili, che vengono innescate dai poteri forti come bombe a orologeria tutte le volte che, con le mie azioni, tocco i loro interessi. Esattamente come è accaduto ai tempi in cui guidavo la Protezione Civile regionale. Prevedo pertanto che fino al 4 settembre, data in cui saranno presentate le liste dei candidati alla regione, sarò oggetto di continui attacchi da parte di questi poteri, anche con la complicità di un giornalaccio cosentino online che mi ha preso vistosamente di mira. Giornalaccio gestito da personaggi inclini al mercimonio, oggetto di centinaia di querele per calunnia e diffamazione e di decine di condanne in tutti i gradi di giudizio. Insomma, una fabbrica del fango a pagamento”.

Carlo Tansi, presidente del movimento civico Tesoro Calabria.