《Sul bilancio Manna inganna i rendesi, ho fatto bene a lasciare la giunta》

L'ex assessore Iantorno: la sentenza della Corte Costituzionale è solo un alibi per chi non ha fatto bene i "compiti a casa"

A leggere la nota-stampa di stamattina non sono rimasto sorpreso, tutt’altro avendo conosciuto gli autori. Ho riflettuto, ma solo per un attimo, al percorso del mio ultimo anno e mezzo di amministrazione dopo la seconda elezione ed ho avuto conferma di certezza: ho fatto bene ad andare via, è stato un atto di lealtà e di responsabilità verso la città ed i cittadini di Rende a prescindere da quello che sarà il mio futuro, non ha alcuna importanza rispetto all’interesse collettivo. La pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale 80/2021 non è affatto un fulmine a ciel sereno, basta ricordare e riprendere le carte, pubbliche, della vicenda 2019-2020 della Corte dei Conti Calabria (delibera di monitoraggio di ottobre 2019, controdeduzioni di dicembre 2019, delibera di esito di gennaio 2020 e successivi atti amministrativi sino a settembre 2020) per rendersi immediatamente conto che, ancora una volta, questi signori stanno barando, stanno cercando di ingannare l’opinione pubblica e, soprattutto, il popolo rendese con gli effetti del predissesto e lo spauracchio del dissesto e delle ulteriori negative conseguenze per la città ed i cittadini. Posso affermare, carte alle mani, che i conti pubblici rendesi sono al sicuro rispetto ai rischi artatamente paventati da Sindaco, Assessore e Dirigente e, semmai dovesse accadere il contrario, è solo e soltanto per inerzia amministrativa e incapacità politica di questo governo cittadino. Di tutta evidenza è il fatto di un’amministrazione confusa, senza piani né idee, immobile e inerte, ed anche questa occasione lo dimostra chiaramente. Preferiscono riprendere argomenti ormai superati, parlare di richieste di aiuto e proposte al governo centrale peraltro già oggetto di attenzione ad un livello superiore (interessante, invece, sarebbe conoscere gli sviluppi della questione relativa al riconoscimento del concetto di popolazione utente in luogo di popolazione residente, questa sì che è una battaglia rendese), ma in casa c’è molto di più da fare, che non hanno ancora fatto, non fanno e, forse, mai faranno. Sono altresì sicuro che da qui a breve interverrà qualche provvedimento legislativo a neutralizzare gli effetti negativi della stessa sentenza sopra richiamata, magari offrendo agli enti locali l’opportunità di un’ulteriore rinegoziazione del debito per anticipazione di liquidità con trasformazione a medio-lungo termine per il tramite di Cassa Depositi e Prestiti, non può essere altrimenti ancor di più in questo particolare momento storico per il Paese. Dovevano cambiare passo e scattare in avanti, a me pare che siamo tornati indietro al 2014, ma siamo al 2021 dopo un anno pieno di pandemia, dramma sanitario, sociale ed economico che necessita di essere affrontato con ben altri comportamenti di cui non dispongono gli attuali governanti rendesi per cogliere le importanti sfide del prossimo futuro.

Pierpaolo Iantorno