Covid e turismo di prossimità, T. Greco: occasione persa

Per l'esponente de iGreco il "gap infrastrutturale è un alibi, rivoluzionare storytelling per destagionalizzare"

Nella fase successiva all’emergenza covid, per il rilancio economico dei territori, avremmo dovuto e potuto giocarci la carta del turismo interno e di prossimità. Ma così non è stato: non abbiamo investito nella narrazione positiva di una terra autentica e distintiva. Ci siamo adagiati e limitati a recitare il solito cliché del gap infrastrutturale, mito che era e resta assolutamente da sfatare. È quanto ha dichiarato Tommaso Greco intervenendo nei giorni scorsi (giovedì 27) alla serata conclusiva dell’edizione 2020 del GDD Fashion Week, ospitato dal Parco della Grotta di Amantea. Condividendo metodo ed obiettivi della prestigiosa Fashion Factory Made in Calabria, nell’ambito delle iniziative di responsabilità sociale portate avanti, il gruppo iGreco ha inteso confermare anche quest’anno la propria partnership. La Calabria è una terra di esperienza. È questa l’unicità sulla quale investire e per la quale non servono mega infrastrutture. Spogliamoci di questo mito e smettiamola di piangerci addosso. Urge rivoluzionare lo storytelling della Calabria: focalizziamoci solo su ciò che ci distingue. Che quello che non funziona da decenni e cosa non va lo conosciamo già. Prendiamo, piuttosto, consapevolezza dell’immenso patrimonio di cui disponiamo. Andiamo alla scoperta dei luoghi e della storia dei tanti angoli della nostra regione. Facciamone tesoro e poi impariamo a raccontarlo, a comunicarlo e a venderlo questo nostro sud che emoziona con gli ulivi e le millenarie contaminazioni spirituali e culturali. Fuori c’è un fiume in piena di visitatori da intercettare ed attrarre, così come del resto accade in altre regioni e territori d’Europa, senza strade ma piene di visitatori 365 giorni l’anno. Non dobbiamo inseguire nessuno, ma essere in grado di partire sfruttando ciò che abbiamo che non solo è tanto ma che vale molto di più di cliché e totem di importazione sui quali ci si ostina da decenni ad accontentarsi delle briciole scadute di un turismo balneare da 10 giorni ad agosto.