“Rsa San Bartolo, cambio a ribasso del contratto ai lavoratori”

La denuncia di Teodora Gagliardi segretaria FP CGIL Cosenza e Pierpaolo Lanciano segretario CISL FP

 “Il primo Maggio, giorno in cui ricordiamo le rivendicazioni del mondo operaio per avere diritti e condizioni migliori di lavoro, i lavoratori e le lavoratrici della RSA San Bartolo subiranno l’ennesima beffa. Dopo il concordato preventivo ancora in atto, il datore di lavoro ha deciso unilateralmente di modificare il contratto”. A denunciarlo in una nota congiunta Teodora Gagliardi, segretaria FP CGIL Cosenza e Pierpaolo Lanciano, segretario CISL FP .

“Si tratta di un contratto – spiegano i due segretari – non siglato dalle categorie CISL e CGIL a livello nazionale e che determina la non garanzia dello stesso trattamento normativo e comporta la riduzione di diritti e tutele ai lavoratori, con l’obiettivo solo di aumentare i profitti personali della parte datoriale”

“FP CGIL e CISL FP ribadiscono – si legge –  il non accoglimento della scelta datoriale e insistono nel mantenimento del contratto originario. Per tali motivi continueremo a portare avanti , in tutte le sedi opportune, le rivendicazioni dei lavoratori e delle lavoratrici della struttura sanitaria, costretti ancora una volta a subire le scelte unilaterali della proprietà”.

“In una situazione di estrema emergenza come quella attuale con una pandemia in corso, soprattutto una struttura sanitaria dovrebbe garantire e tutelare i dipendenti in termini di sicurezza e di diritti, anche alla luce – puntualizzano Fp Cgil e Cisl FP – degli ultimi cluster infettivi da Covid-19 che si sono verificati sul territorio regionale in strutture residenziali per anziani”.

“Le problematiche da affrontare di natura epidemiologica gestionale sono di particolare complessità a cominciare dai test per la ricerca di Covid-19/SARS-Cov-2 a cui – spiegano Gagliardi e Lanciano –  devono essere sottoposti tutti gli operatori sanitari, delle strutture pubbliche e delle strutture residenziali (RSA, RSM, Case protette, Case di riposo, etc…), private e private/accreditate, soggetti ad esposizione, per come esplicitamente indicato nell’ordinanza del Presidente della Regione Calabria n°20 del 27 marzo 2020”.

“Sicuramente la Rsa San Bartolo, ha prontamente richiesto i KIT all’ASP di competenza ma ad oggi – puntualizzano i due segretari sindacali – non è dato sapere il numero acquisito e se la Direzione Sanitaria ha provveduto ad effettuare i relativi tamponi agli operatori sanitari che garantisco l’assistenza ai degenti. Nella stessa ordinanza è ribadito che – lo ricordiamo – “la mancata osservanza delle disposizioni indicate da parte delle strutture residenziali comporta la perdita del titolo autorizzatorio”.

“Chiediamo la massima attenzione su diritto alla salute e diritto alla sicurezza anche per i lavoratori della San Bartolo che continuano a svolgere  – dicono ancora – il proprio dovere quotidianamente e che oltre a subire modifiche peggiorative del contratto sono danneggiati economicamente a seguito del ricorso agli ammortizzatori sociali pagati dall’INPS. Una situazione creata grazie all’ausilio di sindacati autonomi e di comodo”.

“Ancora una volta denunciamo – scrivono Gagliardi e Lanciano –  pubblicamente chi pensa di tenere in ostaggio i lavoratori”.

FP CGIL e CISL FP non resteranno a guardare e annunciano che continueranno a battersi “affinché nelle strutture siano applicati contratti legittimi che difendano la dignità e il lavoro”.