Dalla vita nasce vita, sangue di cordone ombelicale dal Sacro Cuore di Cosenza al Gemelli di Roma

Sacca prelevata dal ginecologo Raffaele Misasi nel 2015, transitata presso il Grande ospedale metropolitano di Reggio nella Banca pubblica di sangue del cordone ombelicale e qualche giorno fa nella capitale destinata ad un paziente adulto affetto da mielodislasia

Raffaele Misasi, ginecologo presso il Sacro Cuore di Cosenza

È proprio il caso di dire che “da una vita nasce una speranza”!

Questa è la mission che caratterizza l’unica Banca pubblica di sangue del cordone ombelicale della Regione Calabria, nata nel 2006, per raccogliere, conservare e rilasciare cellule staminali prelevate dal cordone ombelicale subito dopo il parto.

La Banca si trova presso il Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria ed è diretto dalla dottoressa Giulia Pucci.

La nascita delle banche di cordone ombelicale è stata motivata dalla ricerca di fonti di cellule staminali alternative al midollo per eseguire trapianti, considerata la difficoltà a reperire un donatore compatibile o la necessità di un intervento terapeutico rapido, motivato dalla progressione di una malattia onco-ematologica. Il sangue del cordone ombelicale nei neonati a termine contiene cellule staminali emopoietiche, le stesse cellule che sono presenti nel midollo osseo e che sono utili per un trapianto poiché capaci di dare origine a globuli rossi, globuli bianchi e piastrine, e rappresenta pertanto una valida alternativa al midollo osseo per il trapianto da donatore non consanguineo nell’adulto e nel bambino. Esso ha inoltre il vantaggio di essere prontamente disponibile perchè è già stato raccolto, tipizzato con gli esami di istocompatibilità e gli esami virologici previsti per legge e criopreservato in appositi contenitori ad azoto liquido che ne garantiscono la vitalità per moltissimi anni.

In Italia, la donazione del sangue cordonale è consentita a scopo solidaristico e dedicato, non comporta alcun onere economico per la famiglia e rientra nei Livelli essenziali di assistenza (Lea).

Le cellule cordonali donate dalle mamme e raccolte subito dopo il parto, con una procedura semplice e indolore sia per la mamma che per il neonato, vengono conservate presso le banche pubbliche riconosciute dal Centro nazionale sangue (Cns) e Centro nazionale trapianti (Cnt) del ministero della Salute, e i dati di tali unità cordonali sono inseriti nel Registro nazionale di donatori di midollo osseo e sono visibili a tutti i Registri simili nel mondo.

E così è avvenuto che nel 2015, dopo un parto cesareo effettuato presso iGreco Ospedali riuniti – Casa di Cura Sacro Cuore, è stato raccolto da parte dell’equipe in servizio il sangue cordonale della sig.ra M.R.R. di Belvedere Marittimo (Cs) e successivamente inviato presso la Banca del Cordone ombelicale di Reggio Calabria e, dopo i necessari controlli (tipizzazione ed esami virologici), è stato criopreservato in azoto liquido fino a quando, qualche giorno fa, è stato destinato ad un paziente adulto affetto da mielodislasia in cura presso il Centro Trapianti del Policlinico Gemelli di Roma, in quanto l’unico compatibile al mondo!

«Un risultato eccezionale – commenta il dottor Raffaele Misasi, ginecologo presso iGreco Ospedali Riuniti Sacro Cuore di Cosenza – frutto di un lavoro di squadra multidisciplinare, che vede coinvolta l’equipe ostetrico-ginecologica del gruppo iGreco Ospedali riuniti-Sacro Cuore di Cosenza (ginecologi, ostetriche, pediatri, infermieri) in qualità di referente regionale per la raccolta del sangue cordonale e che, insieme al Centro trasfusionale dell’ospedale di Cosenza, biologi, ricercatori e volontari con dedizione e senso di solidarietà lavora con il massimo impegno per offrire un’opportunità di vita ai tanti pazienti oncoematologici nel mondo curabili con il trapianto di cellule staminali del cordone ombelicale».