Mistero su un pagamento dell’Asp di Cosenza

L’imprenditore Dodaro chiede la riforma di una sentenza riguardante 450mila euro più spese legali per lavori eseguiti. Il Tar gli aveva dato torto ma il Consiglio di Stato ora ha chiesto la “spunta” di tutti i documenti relativi alle fatture del contenzioso

Molti contenziosi tra società private e l’Asp di Cosenza finisco anche sul tavolo della giustizia amministrativa per i noti giudizi di ottemperanza, dove si chiede all’ente pubblico di pagare fatture insolute dopo il passaggio nei Tribunali civili che hanno emesso i decreti ingiuntivi. Uno di questi contenziosi tra la “Finanziaria Industriale F.Lli Dodaro S.r.l.” e l’Asp di Cosenza, da 450mila euro più spese legali, è ora ala vaglio del Consiglio di Stato che stamattina (17 gennaio) ha emesso un’ordinanza aggiornando l’udienza di merito al prossimo 5 marzo. I giudici di Palazzo Spada, infatti, vogliono vederci chiaro e hanno chiesto tutti i documenti relativi al contenzioso, fatture ecc., all’Asp di Cosenza prima di decidere. Si legge infatti nell’ordinanza: “Ritenuto che indipendentemente dalla dedotta questione di diritto relativa alla intangibilità del giudicato, sul piano – fattuale – dell’accertamento del persistente inadempimento dell’Azienda debitrice appare necessario ai fini del decidere acquisire documentati chiarimenti, da rendersi con nota sottoscritta dal Direttore generale dell’A.S.P. di Cosenza, in merito a tempi ed imputazioni dei pagamenti asseritamente liberatori eseguiti in favore del creditore cedente, nonché ad eventuali azioni di recupero dell’indebito intraprese nei confronti del medesimo cedente successivamente alla comunicazione al predetto debitore della cessione del credito da parte del cessionario. Al predetto adempimento l’Azienda dovrà provvedere entro trenta giorni dalla notificazione o comunicazione in via amministrativa della presente ordinanza”. In ballo quindi 450mila euro relativi ad alcuni lavori eseguiti dalla società per conto dell’Asp più le spese legali. Non è dato sapere al momento a che tipologie di lavori si riferisce il ricorso al Consiglio di Stato da parte della società che ha chiesto la riforma della sentenza del Tar del mese di marzo dello scorso anno che aveva riconosciuto solo le spese legali alla ditta. Si legge infatti nella sentenza del Tar di marzo del 2019: “Rilevato che l’Asp intimata ha dedotto la parziale infondatezza della richiesta di ottemperanza, atteso che il debito derivante dalla prestazioni di cui al decreto ingiuntivo, eccezion fatta che per le spese legali indicate nel decreto ingiuntivo esecutivo, è stato estinto tramite pagamento ricevuto dal creditore cedente”. I vertici dell’Asp dell’epoca avevano chiesto e ottenuto un incontro col presidente del Tribunale cosentino e con i commissari alla sanità regionale Scura e Urbani chiedendo maggiore chiarezza nei decreti ingiuntivi emessi che dovrebbero contenere sempre anche le relative fatture di riferimento per poter fare le verifiche necessarie ed evitare magari passaggi dalla giustizia ordinaria a quella amministrativa nell’interesse di tutti, enti pubblici, cittadini e società private. Altro discorso invece sono le denunce presentate in Procura dall’ex direttore generale dell’Asp di Cosenza Raffaele Mauro su presunti casi di doppi e tripli pagamenti di medesime fatture. Ma questo è un altro discorso al vaglio degli inquirenti che riguarda un presunto “sistema” volto a ingannare le procedure di pagamento che non ha nulla a che fare al momento con il contenzioso oggetto dell’ordinanza odierna del Consiglio di Stato.

I.B.