Ospedale di Castrovillari, a rischio il reparto di ortopedia

L'allarme dopo il trasferimento del primario Bisignani

Ospedale castrovillari
La notizia è quasi certa, anche il primario di ortopedia dell’ospedale spoke di Castrovillari dott. Massimo Bisignani, sarà trasferito d’ufficio presso un altro ospedale della provincia, il che significa non avere più speranza della riapertura dell’u.o. di Ortopedia.
“Ora basta” Si erge alto il grido di protesta del Movimento Politico Culturale Pollino- Sibaritide “Forza Castrovillari” del suo Presidente Roberto Senise, contro il perdurare del degrado della sanità locale ed in particolare contro il persistente ridimensionamento dell’Ospedale.
Già in passato Il trasferimento del dottor Cesare Caruso a Paola, infatti, aveva prodotto la beffa finale con l’inevitabile dimensionamento dell’attività effettivamente svolta all’interno di quello che era diventato un mini reparto di Ortopedia -Traumatologia di 2/4 posto letto e che con Il lavoro del dottor Massimo Bisignani si svolgeva attraverso l’importante collaborazione col reparto di Chirurgia.
Un atto aziendale è in gran parte inattuato con 96 posti letto a fronte di 220 in una realtà territoriale che vede quotidianamente mortificate le domande di assistenza sanitaria. La problematica della Sanità parte dall’Ospedale Spoke di Castrovillari ma investe l’intera rete dei servizi sanitari del territorio del Pollino e dell’Esaro con particolare riferimento alle Case della Salute.
Perché non è più possibile sottacere gli errori programmatori, organizzativi e gestionali perpetrati in Calabria e nella provincia di Cosenza come il territorio Sibaritide, del Tirreno, del Distretto Sanitario Esaro-Pollino e dell’ospedale spoke di Castrovillari agonizzante per carenza di personale sanitario medico e personale sanitario non medico come la medicina, la pediatria, l’oculistica, la chirurgia, l’ortopedia, l’otorino,l’oncologia, l’ostetrica per non parlare del pronto soccorso.
Riproponiamo l’invito alla struttura commissariale per scongiurare l’ulteriore deterioramento delle u.o., di procedere immediatamente allo sblocco dei concorsi e, per superare l’emergenza, di procedere a comprare le prestazioni specialistiche in libera professione ai medici ospedalieri andati in pensione. Una siffatta attività è stata già attuata in altre regioni per superare l’emergenza sanitaria con buoni risultati.
Questa volta la protesta sarà democratica ma nello stesso tempo dura da concordare con tutte le forze politiche e sindacali , unitamente alle amministrazioni del Pollino e Valle dell’Esaro per le azioni di proposta e protesta anche eclatanti da far sentire forte alla Sanità Regionale.