Il Comune non paga gli stipendi, la solidarietà di Arnoni (Idm)

《Chiesta l’anticipazione al Tesoriere, ma si rischia il default finanziario》.

《La notizia del mancato pagamento degli stipendi apparsa in questi giorni su tutti i mezzi di informazione ha destato molta indignazione in Città, e sopratutto molta preoccupazione tra i dipendenti. Basti pensare a quei dipendenti famiglie monoreddito e/o con un mutuo sulle spalle, il danno che si sta cagionando a loro e alle loro famiglie, anche in termini di interessi, more e sanzioni. Infatti, quando un comune non riesce a pagare i propri dipendenti il 27 del mese, al netto di eventuali normali ritardi, significa che il default è vicino! Vi è un serio problema di cassa, e la cosa è davvero grave. Ovviamente, da cittadini responsabili, che amano questa città, non ci auguriamo questo e non godiamo per questo. Potremmo dire “lo avevamo detto”, ma ora non lo diciamo, non è questo il momento. Perché quanto sta emergendo in questi giorni, e dopo la pubblicazione della Deliberazione n. 66/2019 della Corte dei Conti, che evidenzia una situazione economica deficitaria strutturale ed irreversibile per il comune, impone una seria riflessione dell’azione amministrativa degli ultimi anni. Occorre fare chiarezza e luce, sulle tante ombre, non luminarie! Se a questo si aggiunge l’ennesimo ricorso alla richiesta di anticipazione di Cassa alla Tesoreria (quindi ulteriore debito) per pagare gli stipendi ai dipendenti comunali e alle Cooperative, la situazione potrebbe aggravarsi maggiormente.
L’utilizzo continuativo di tali istituti di anticipazioni, oltre a essere sintomo di una crisi di liquidità strutturale che può celare gravi problemi di equilibrio finanziario, finisce per costituire una forma di indebitamento di fatto, come tale contraria all’art. 119, ultimo comma Cost. Inoltre, l’utilizzo di anticipazioni di tesoreria dovrebbe essere limitato ad esigenze di liquidità temporanee, tese a “porre rimedio ad eccessi diacronici tra i flussi di entrata e quelli di spesa”. Al Comune di Cosenza niente di tutto questo.
Nonostante un continuo ricorso ad anticipazioni non si riesce mai a restituire alla Tesoreria l’intera cifra. Questo non fa che procurare ulterioreaggravio di spese, interessi ed altro debito. Secondo la Corte dei Conti, dei circa 65 milioni di euro concessi al Comune di Cosenza a titolo di anticipazioni di cassa nel solo 2018, appena 49,4 milioni sono stati restituiti al 31.12.2018, mentre altri 15,8 milioni non si sa che fine abbiano fatto!
Oggi si chiede alla Tesoreria di anticipare almeno altri 3 milioni di euro per pagare gli stipendi e le Cooperative e non si sa se tale istanza possa essere accolta. L’incertezza oggi è aggravata dalla Deliberazione 66/2019, e se la Tesoreria dovesse concedere l’ennesimo prestito (cosa che da un lato ci auguriamo per i dipendenti e le cooperative), si coprirebbe il buco con l’ennesima pezza, ma ormai la strada sembra segnata. Il comune di Cosenza, presto o tardi potrebbe essere commissariato per provocato dissesto finanziario. E qualcuno pensa anche di poter esportare questo “modello” (sic!) alla Regione》.

È quanto dichiara in una nota Michele Arnoni dirigente provinciale Italia del Meridione Cosenza.