“Ospedale di Cetraro, se la classe politica è incapace e sottomessa”

Lettera dell’Unione delle Contrade di Cetraro al commissario alla sanità in Calabria, generale Saverio Cotticelli, al presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio, ai capigruppo del Consiglio regionale, ai consiglieri regionali e al sindaco di Cetraro, Angelo Aita

 L’Unione delle Contrade di Cetraro, con una lettera inviata al commissario alla sanità in Calabria, generale Saverio Cotticelli, al presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio, ai capigruppo del Consiglio regionale, ai consiglieri regionali e al sindaco di Cetraro, Angelo Aita, focalizza nuovamente l’attenzione sulla grave situazione che, ormai da anni, caratterizza l’ospedale cittadino, non risparmiando dure critiche alla classe politica, definita, senza mezzi termini, “incapace e sottomessa”. “L’Unione delle Contrade di Cetraro – si legge, infatti, nel documento diffuso dai dirigenti del movimento cetrarese – non avendo interessi particolari da difendere, se non quelli dei cittadini, a differenza dei partiti politici e delle istituzioni locali, denuncia la grave situazione in cui versa l’ospedale di Cetraro. E’ davvero assordante il silenzio della classe politica di questo paese: incapace e sottomessa. Il mancato insediamento del nuovo direttore generale e la contestuale assenza del direttore sanitario dello spoke Cetraro-Paola generano una situazione di “anarchia” che permette l’arbitrio di alcuni dirigente medici che, con provvedimenti illegittimi, penalizzano l’ospedale di Cetraro. L’esempio più eclatante riguarda il trasferimento dell’attività operatoria da Cetraro a Paola. Tale operazione sarebbe stata effettuata in virtù del “fantomatico” decreto 64 (decreto Scura). Come è del tutto evidente, il suddetto decreto non può essere considerato applicabile, per la riconosciuta impossibilità della copertura finanziaria. Comunque, anche se si volesse fare riferimento allo stesso decreto, si dovrebbe applicare nell’intera stesura del piano. Applicare una sola parte e ignorare l’altra, che non piace, è diabolico. Anche perché, sembrerebbe che fra gli altri compiti assegnati al nuovo commissario, generale Cotticelli, ci sia anche quello di redigere il nuovo piano sanitario regionale, con la relativa ridistribuzione della rete ospedaliera pubblica e privata”. Secondo l’Unione delle contrade di Cetraro, inoltre, “Le critiche mosse dall’Unione delle Contrade all’intera classe politica trovano riscontro in quanto si è verificato nel corso dell’ultimo decennio, relativamente ai tentativi di organizzare la sanità pubblica nel Tirreno cosentino. La zona compresa fra Tortora e Amantea vantava tre presidi sanitari pubblici e quattro cliniche private-convenzionate, per un bacino di utenza di circa 130.000 abitanti. Il presidio ospedaliero di Cetraro, all’epoca già individuato come sede di DEA di Primo Livello, con le unità operative di: Medicina interna, Chirurgia generale, Anestesia e Rianimazione, Ortopedia e Traumatologia, Ostetricia e ginecologia, Pediatria, Cardiologia con Utic, Psichiatria, Oculistica (le uniche U.O. mancanti, previste come requisito essenziale di un Dea di Primo livello, erano l’Oncologia e la Neurologia, carenze ampiamente compensate dalle caratteristiche della struttura, che non possono e non devono essere assolutamente ignorate da chi deve effettuare scelte e programmazioni). La struttura di Cetraro, unica nella zona e, forse, nell’intera provincia, è stata realizzata con l’obiettivo di “Ospedale regionale”; infatti, presenta le seguenti caratteristiche: struttura dislocata su tre padiglioni comunicanti tra loro, collocata su sito sicuro, superficie coperta pari a 50.000 mq, ricettività 300 posti letto, dotata di elisuperficie abilitata anche per volo notturno, struttura extraurbana e facilmente accessibile per tre vie, avendo anche il porto antistante (caratteristica unica, che ha posto la struttura all’attenzione della Protezione civile quale struttura strategica”, baricentrica del Tirreno cosentino e alla distanza giusta dal centro HUB di Cosenza”. Pertanto, si sottolinea nel documento, “In una logica di programmazione, si doveva, dunque, partire da questi elementi importanti e tentare di migliorare la produttività e l’efficienza, cercando di armonizzare l’attività pubblica e quella privata. Così non è stato. In questo arco di tempo, a causa di un perverso intrigo politico-affaristico, abbiamo assistito a un irreversibile livello di inefficienza, che ha generato un senso di insicurezza nei i cittadini. Gli ultimi due Governi regionali (Scopelliti- Oliverio), a causa del pesante indebitamento del sistema sanitario regionale, sono stati costretti a subire il commissariamento da parte del Governo centrale. Questa gestione commissariale è riuscita nell’impossibile: ha aggravato la situazione finanziaria, ha peggiorato di molto i servizi sanitari, sono stati chiusi gli ospedali di San Marco e Trebisacce (poi parzialmente riaperti). In questo clima di confusione e di incapacità decisionale, l’Ospedale di Cetraro ha pagato il prezzo più alto. L’azione di depauperamento è iniziata con la chiusura del reparto di Ortopedia – Traumatologia, accorpato al P.O. di Paola. Nei due presidi ospedalieri di Cetraro e di Paola, distanti 20 km, sono allocate le seguenti Unità Operative: a Cetraro, Chirurgia Generale/Urologia, Terapia intensiva-Rianimazione, A.F.O. medica (area funzione di Medicina generale), Psichiatria (6 p.l. a fronte dei 16 previsti), Lungodegenza, Ostetricia e Ginecologia, Pediatria; nel presidio ospedaliero di Paola sono allocate le seguenti unità operative: Medicina generale, Chirurgia generale, Ortopedia, Cardiologia/Utic. Da questa organizzazione di reparti si evince, in modo chiaro, come le scelte siano irrazionali, in spregio alla logica di tenere concentrati i reparti del DEA. Tutto questo è il frutto del fantomatico Piano di Rientro del commissario Scura. L’approvazione dell’Atto aziendale, che ha recepito il decreto n. 64 del 05/07/2016, propone una prospettiva di cambiamento che scardina una logica programmatoria. Numeri e dati mostrano palesi incongruenze: nello stabilimento ospedaliero di Paola sono previste le seguenti U.O. per un totale di 180 posti letto: Chirurgia generale, Urologia, Ortopedia, Ostetricia e Ginecologia, Pediatria, Neurologia, Oncologia, MCAE, Terapia Intensiva/Rianimazione, Utic. Nello stabilimento ospedaliero di Cetraro sono previste le seguenti U.O., per un totale di 75 posti letto: Medicina generale, Cardiologia, Lungodegenza, Psichiatria”. Pertanto, l’Unione delle Contrade concludendo il proprio intervento, ribadisce che “Il disegno occulto e perverso che, in questo periodo, ha penalizzato l’Ospedale di Cetraro, dotato delle caratteristiche già descritte, a favore dell’Ospedale di Paola, ci impone di essere vigili e di non accettare logiche che non siano dettate alla salvaguardia della salute dei cittadini. Non è possibile accettare passivamente (e non lo faremo) disegni diabolici capaci di stravolgere le più elementari soluzioni: i posti letto oltre la massima recettività, di una struttura (Paola) con le seguenti caratteristiche: collocata in zona idrogeologicamente instabile e ad alto rischio sismico; parte dell’area ospedaliera insiste su zona sottoposta a movimento franoso, che ha obbligato lo sgombero di una parte dell’area di parcheggio oltre che della via di accesso al Pronto Soccorso e tuttora soggetta a interventi di risanamento; l’area è classificata in zona R4, per cui adeguamenti strutturali con eventuali ampliamenti volumetrici di ristrutturazione dello stabile sono del tutto impraticabili; ubicazione intraurbana e senza comode vie d’accesso; assenza di elisuperficie; struttura a monoblocco, con superficie utilizzabile non superiore a 25.000 mq; ricettività nel rispetto degli attuali standard ospedalieri non superiore ai 130 posti letto. È diabolico concepire una riorganizzazione sanitaria sottoutilizzando una struttura come quella di Cetraro, assegnando 75 posti letto di fronte ad una ricettività di 350 ed aumentando da 110 p.l. fino a 180. Non si capisce dove potrebbero essere ricoverati i 40 pazienti eccedenti, vista l’inibizione ad ogni attività di ampliamento o ristrutturazione dell’edificio. Per quanto sopra descritto, ci auguriamo, anzi siamo certi, che il nuovo commissario, generale Cotticelli, tenga in debita considerazione tutte le caratteristiche delle strutture, che possono influire a migliorare l’efficienza dell’offerta sanitaria ai cittadini del Tirreno cosentino”.

Clelia Rovale