Rende e la “prima” di Talarico, 《chi riempie il Garden vince》

Almeno 1000 persone nello storico cinema della città


《Chi riempie “bene” il Garden vince, è sempre andata così. Non è una sala che si sfida facilmente questa…》. Ha rughe e ricordi a sufficienza il buontempone che si aggira attorno a uno dei due ingressi del cinema Garden di Rende, storica sala se ce n’è una in città. Sala insidiosa, ambiziosa perchè impegnativa. Qui le prime dei film che hanno segnato il tempo quando i cinema erano un “viaggio”. Qui le kermesse degli anni d’oro della politica. Qui, proprio fuori questa porta giusto per fare un salto all’inferno, il piombo che ha steso a terra il boss unico della malavita cosentina degli anni Settanta, “u zorru”. Ma le rughe di cui sopra promettono di non sbagliare previsione, 《non tifo per nessuno, faccio il mio mestiere e ne ho viste tante ma gente quanta ne ho vista stasera raramente negli ultimi tempi》. E in effetti Mimmo Talarico, con tutti i candidati delle liste a suo sostegno, fa il pienone d’altri tempi alla “prima” del suo programma presentato ai cittadini. Almeno mille persone, a dar retta a chi ne ha contate tante negli anni. Tutti stipati. E variegati perchè c’è di tutto e di più in platea. Da Filorosso a Pino Gentile, è il refrain che fa comodo nel riassunto stampa. Ma rischia di essere riduttivo il “dipinto” perchè c’è molto altro e molto ancora, in termini di civismo tutto rendese. E c’è soprattutto tanto di Rende, del suo ventre vero, del suo consenso consolidato ora in dote a Mimmo Talarico. Si spiegano così le griffe dei De Rango e quella di Andrea Cuzzocrea, tanto per andare di sintesi. Ma c’è altro ancora nei “mille” del Garden e c’è soprattutto lui, il candidato a sindaco. Che mette al centro tre o quattro capisaldi, tutti rigorosamente perseguibili 《per il bene unico di Rende》. La sostenibilità del suo sviluppo e dei suoi investimenti, il recupero della vivibilità, la credibilità dell’azione amministrativa, l’essere nuovamente al centro, il traino illuminato, dell’intera regione. Che Rende torni ad essere Rende, va ripetendo con metafore non urlate Mimmo Talarico. Senza per questo ripercorrere gli errori della “vecchia” Rende..