“La madre tra prosa e poesia” alla pro Loco Civitas Citrarii

Ciro Visca presidente pro loco Cetraro

Coinvolgente e ricca di spunti di riflessione la festa che si è tenuta domenica sera nella sede della Pro loco “Civitas Citrarii” in occasione della ormai istituzionalizzata Festa della mamma. Si è trattato della decima edizione, che, così come ha sottolineato il presidente Ciro Visca, è stata dedicata al tema “La madre tra prosa e poesia”. Un percorso culturale che l’associazione intende portare avanti anche alla luce dei significativi risultati sinora raggiunti. C’è sempre stata, infatti, una grande partecipazione a questo evento, accolto con entusiasmo dai soci e dai cittadini cetraresi.

Nel corso della serata, coordinata da Mariantonietta Grosso, sono state recitate poesie alla madre di E. De Amicis, G. D’Annunzio, S. Quasimodo, G. Forestiero e un brano di prosa di Luciana Cerne. Visca ha ripercorso le tappe storiche della festa e ha puntato i riflettori sulla necessità di conservare tradizioni e valori in una società in rapida trasformazione, che mette a dura prova certezze e convinzioni, che da sempre sono state alla base di comunità sane e coese.

Sul tema passato e presente ha insistito anche il testo di Ester Portadibasso, che ha evidenziato le profonde differenze che ormai si sono delineate nella società contemporanea nel ruolo svolto dalle madri. Ripercorrendo le variazioni dello ‘stile mamma’ tra la società di ieri e la società di oggi, sono emersi i cambiamenti radicali che hanno investito la donna di oggi, costretta a trovare nuovi equilibri tra il tradizionale ruolo della madre e il coinvolgimento progressivo che la donna affronta, misurandosi con lo stile della modernità.

Maria Gravino ha letto un brano da La polvere sul cuore di Cerne, ambientato nel terremoto che ha sconvolto l’Italia centrale nel 2016. Narra di una madre che muore serena sotto le macerie, felice di aver salvato la sua piccolina. “Ci sono notti in cui il tempo sembra fermarsi. Ci sono date che segnano la storia di un territorio e, drammatici, ne delineano la fine”. Ha così introdotto la lettura Maria Gravino.

Maria Teresa Spaccarotella ha sottolineato la grazia discreta e la nota di affettuosità del testo lirico A mia madre di De Amicis. Mentre la piccola Guendalina Forestiero ha letto una poesia dedicata ad una mamma che ha messo al mondo una bella bimba, Francesca, oggi ventenne, a rischio della propria vita. Marina Forestiero, invece, ha letto con commossa partecipazione una sua poesia in dialetto, dedicata alla mamma che non c’è più e che ha lasciato un vuoto incolmabile nella sua casa e nel suo cuore.

Rosa Randazzo, infine, recitando Lettera alla madre di Quasimodo, ha riproposto il tradizionale problema dell’emigrazione, vissuto in modo spesso fatalistico dalle tante mamme che subiscono le scelte dei figli che vanno alla ricerca del lavoro e di una vita migliore in territori lontani. Annamaria Aieta ha ornato i soprabiti delle mamme presenti con orchidee gialle e rosate. Una bella serata, vissuta in un clima gioioso e commovente.

Clelia Rovale