La grave crisi della SGT Spa colpisce anche il Cosentino

A San Marco Argentano c'è una filiale fin dal 2004 con diversi dipendenti ormai senza lavoro dal 20 marzo

La grave crisi che, dallo scorso 20 marzo, ha come protagonisti, loro malgrado, i tanti lavoratori della SGT Spa, azienda di logistica e trasporto merci specializzata nel trasporto di prodotti bancari e ottici su tutto il territorio nazionale, sta toccando in modo profondo anche il nostro territorio. La SGT Spa, che, come è noto, conta più di 80 filiali e un numero di dipendenti che, tra diretti e appalti, supera le 2500 unità, e che, di fatto, ha d’improvviso cessato la propria attività, ha infatti a San Marco Argentano una propria filiale, nata nel 2004 su iniziativa di un gruppo di quattro soci e che conta, anch’essa, un cospicuo numero di dipendenti e padroncini. Soci e dipendenti che, però, a fronte di quanto è, appunto, avvenuto lo scorso 20 marzo, dall’oggi al domani si sono ritrovati, esattamente come i loro colleghi sparsi in tutta Italia, senza un lavoro, con pesanti ritardi nel pagamento dei salari e con poche prospettive per il futuro, soprattutto in considerazione di quanto, in questi giorni, sta venendo fuori circa determinati comportamenti (immediatamente precedenti la chiusura) da parte dei vertici dell’azienda, comportamenti da molti giudicati a dir poco “sospetti”. Sembra, infatti, che, prima che la crisi si palesasse in tutta la sua gravità, con il possibile e imminente licenziamento di oltre un migliaio di lavoratori e senza che la Sgt facesse trapelare alcuna ipotesi di soluzione della crisi, i diretti concorrenti della stessa, altri competitor, entravano in possesso di quasi tutti i clienti di SGT, senza pensare minimamente a una eventuale acquisizione o al risanamento dell’azienda in crisi. Inoltre, tutti sappiamo cosa vuol dire perdere il lavoro in una terra come la nostra, dove le alternative sono pressoché inesistenti, soprattutto in settori come quello in cui operava la SGT Spa. Insomma, una situazione davvero difficile, che ha gettato nel più profondo sconforto questi lavoratori e le loro famiglie e che va ad aggravare ulteriormente il già compromesso contesto economico e sociale del territorio. Da sottolineare che i sindacati di categoria si sono subito attivati per sensibilizzare quanti di competenza, affinché siano al più presto attivate tutte le procedure possibili per trovare una rapida soluzione a questa grave crisi aziendale. In particolare, da parte di alcuni è stato chiesto di “favorire la rilevazione di SGT da parte di altri soggetti, e comunque ricollocando i lavoratori nelle aziende dove si è spostato il lavoro”. Pertanto, oltre 2500 lavoratori e lavoratrici e le loro famiglie attendono ora dal ministro al Lavoro, Luigi Di Maio, una convocazione immediata per trovare una soluzione efficace.

   Clelia Rovale