Al via l’Home Care Premium 2019

  Il Comune di Cetraro ha pubblicato  il bando per persone non autosufficienti

Il Comune di Cetraro ha pubblicato giovedì il bando “Home Care Premium 2019” per persone non autosufficienti. A darne notizia è stata Barbara Falbo, assessore alle Politiche sociali del comune tirrenico.

“Come assessore alle Politiche sociali – ha, infatti, dichiarato l’assessore Falbo – informo la cittadinanza che è stato pubblicato sul sito del comune il Bando Home care premium 2019, che avrà durata triennale, da luglio 2019 a giugno 2022. Sarà possibile inviare le domande dalle ore 12:00 di giovedì 04/04/2019. Lo Sportello sociale d’informazione dell’Ambito è disponibile per qualsiasi chiarimento in merito e per fungere da supporto all’utente per l’inoltro delle domande. Lo sportello è aperto lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 9:00 alle 13:00; martedì e giovedì, dalle 15:30 alle 18:30. Il numero telefonico è: 0982/5800209”.

Il bando Home Care Premium 2019 “prevede – si legge nello stesso bando – l’erogazione da parte dell’Inps di contributi economici mensili e di servizi socio assistenziali a favore di persone disabili in condizione di non autosufficienza destinati ai dipendenti o pensionati pubblici e ai loro familiari. L’Inps ha, tra i propri compiti istituzionali, l’erogazione di prestazioni sociali in favore dei dipendenti e dei pensionati pubblici e dei loro familiari (DM n. 463/1998). Per questo l’Istituto destina parte delle risorse del Fondo Gestione Unitaria Prestazioni Creditizie e Sociali al sostegno della non autosufficienza. Nel 2010 è nato pertanto Home Care Premium (HCP), un programma che prevede l’erogazione di prestazioni finalizzate a garantire la cura a domicilio delle persone non autosufficienti iscritte alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali e/o loro familiari. Home Care Premium realizza una forma di intervento mista, con il coinvolgimento di Ambiti Territoriali Sociali e/o Enti pubblici, che si impegnano a prendere in carico i soggetti non autosufficienti residenti nella propria competenza territoriale”. “Il programma – si legge ancora nel bando – si concretizza nell’erogazione da parte dell’Istituto di contributi economici mensili e dà diritto all’attivazione di due diverse prestazioni. La prima, definita “prevalente”, consiste nel riconoscimento di un compenso mensile, non spendibile personalmente dal vincitore del beneficio, ma con il quale deve provvedere all’assunzione di un assistente familiare o “care giver” che badi all’accudimento del soggetto anziano e/o non autosufficiente; la seconda prestazione, definita “integrativa”, va ad integrare appunto, con un altro monte ore, quelle svolte dall’assistente familiare assunto dalla famiglia del soggetto beneficiario, che in questo caso vengono svolte da un operatore dipendente da uno degli enti accreditati, per l’affidamento dei servizi di cura agli anziani non autosufficienti e ai portatori di handicap grave. I requisiti di partecipazione sono i seguenti: essere dipendenti pubblici o ex dipendenti pubblici, o parenti prossimi di quest’ultimi; non vi è un limite minimo o massimo d’età, bisogna presentare una condizione di disabilità o non autosufficienza lieve, medio e grave, ed essere residenti o domiciliati in uno dei comuni dell’ambito territoriale. Le prestazioni di cui si può usufruire con tale progetto sono principalmente quelle dell’assistenza domiciliare. Queste ultime vengono elaborate a seguito della somministrazione al soggetto, di un questionario elaborato dall’INPS, che va a sondare diverse aree della vita del soggetto anziano e/o disabile. Tale condizione, insieme allo stato di bisogno del soggetto, vanno a stabilire anche il monte ore di assistenza che lo stesso andrà a ricevere presso il proprio domicilio o, se trattasi di soggetto minore in età scolastica, presso l’istituto frequentato. Tale monte ore, stabilito dal PAI, Piano di Assistenza Individualizzato, per ciò che concerne la prestazione integrativa, va da un minimo di 7 ore mensili, ad un massimo di 25 ore mensili, nelle quali riceverà una prestazione la cui natura varia dal riordino della abitazione, al tenere compagnia al soggetto interessato, definita come “sollievo”, oppure prestazioni professionali, dedicate all’igiene personale del soggetto, la valutazione dei parametri vitali, ed altre attività similari svolte da soggetti provvisti del titolo di operatore socio-sanitario, o socio-assistenziale, oppure l’educatore professionale, per soggetti minori d’età, i quali possono ricevere questa prestazione, come già detto, presso il proprio domicilio o presso l’istituto scolastico frequentato”.

Clelia Rovale