“Questo scempio sui nostri alberi deve finire”

Il consigliere comunale del Pd di Cetraro, Carmine Quercia, interviene duramente sul nuovo intervento che ha riguardato alcuni alberi della città, oggetto della cosiddetta “capizzatura”.

 “Questo scempio deve finire! Non è più tollerabile che gli alberi della città vengano capitozzati nel bel mezzo della fioritura”. Il consigliere comunale del Pd di Cetraro, Carmine Quercia, interviene duramente sul nuovo intervento che ha riguardato alcuni alberi della città, oggetto della cosiddetta “capizzatura”. “Siamo ormai quasi in primavera e anche i non addetti ai lavori sanno che la capitozzatura è sconsigliata – ha, pertanto, aggiunto, il consigliere cetrarese – Chi ha ordinato questo scempio dovrebbe chiedere scusa e rendersi conto dei grossolani errori commessi. Dopo l’obbrobrio di Piazza San Marco, denunciato dai Giovani democratici, che ringrazio, si continua a produrre bruttezze. Tutto ciò non è più tollerabile. I proclami stanno a zero, le azioni restano nel tempo. E questa della capitozzatura ne è la conferma”.

Come ricordato dallo stesso Carmine Quercia, già nei mesi scorsi i Giovani democratici di Cetraro erano intervenuti in merito, per stigmatizzare gli interventi di capitozzatura di alcuni alberi del territorio, programmati dall’amministrazione comunale e considerati dagli stessi dannosi e poco rispettosi delle piante. “Ci sono persone che possiedono una particolare sensibilità verso le piante, le curano, le rispettano e le amano come farebbero con un cane o con un gatto – avevano, infatti, dichiarato i Gd cetraresi – Pretendono dai giardinieri attenzione e coscienza negli interventi di potatura, con l’intenzione di evitare sofferenze alle piante. E poi ci sono persone che possiedono una naturale insensibilità verso gli altri esseri viventi, uomini compresi e considerano gli alberi come pezzi di legno da tagliare e segare senza criterio alcuno. La capitozzatura, ad esempio, è la più dannosa tecnica di potatura degli alberi, eppure, nonostante più di 30 anni di letteratura e di seminari per spiegare i suoi effetti nocivi, la capitozzatura rimane una pratica comune”. “Così accade anche nella nostra città – avevano aggiunto – In questi giorni, infatti, il Comune di Cetraro sta procedendo a un drastico taglio indiscriminato del fusto, delle branche primarie o di grossi rami. Quando un albero deve essere ridotto in altezza o diventa troppo ingombrante è possibile ridurne la chioma senza distruggerne l’armonia e, soprattutto, senza grossi tagli. Per questi motivi chiediamo, senza alcuna polemica, all’amministrazione comunale di rivedere con urgenza la decisione assunta e, qualora non lo avesse fatto, di avvalersi di esperti, per evitare ulteriori danni alle piante”.

In particolare, secondo gli esperti, la capitozzatura, oltre a essere dannosa “non è un metodo adeguato di riduzione dell’altezza e in generale delle dimensioni della chioma e non riduce il pericolo né di ribaltamento, né di cedimenti. Inoltre, indebolisce gli alberi, poiché le foglie sono gli organi con cui l’albero produce il proprio nutrimento; rimuovendole, l’albero rimane senza l’energia necessaria ad alimentare tutte le sue parti. La perdita di così tante foglie attiva un meccanismo di sopravvivenza che consiste nella produzione di rami di lunghezza maggiore, ma più esili, così che l’albero possa recuperare, il più velocemente possibile, il suo volume fogliare. Un albero capitozzato è più vulnerabile agli insetti e alle malattie. La capitozzatura può causare scottature per eccessiva esposizione alla radiazione solare. Inoltre, normalmente un ramo secondario cresce, di anno in anno, con il ramo principale, così che esso viene a trovarsi inserito nel ramo principale fin nella parte centrale di questo, mentre i rami generati a seguito di un taglio di capitozzatura sono inseriti superficialmente al ramo, hanno un’inserzione debole e possono facilmente spezzarsi”.

 Clelia Rovale