La “sete” di Cosenza e il video trash dell’assessore De Cicco,《povera città, Occhiuto si scusi》

Violenta incursione sul web del componente la giunta comunale che si scaglia contro Sorical. D'Ambrosio: come siamo caduti in basso

“L’assessore Francesco De Cicco, il garbo istituzionale, il linguaggio della nobile Città di Cosenza Francesco De Cicco, che ho seguito con vivo interesse all’inizio della sua esperienza politico-amministrativa, anche lui, come me, come tanti, ha scoperto il fascino dei video. E guidando la propria macchina ne ha realizzato uno che contiene una serie infinita di riflessioni tecniche, idrauliche, procedurali, ma anche epiteti, sgarbatezze, insulti.
Un video sulla carenza idrica. Un video a cui ha dato un titolo molto garbato.
De Cicco è espressione di quella “Cosenza Popolare” che egli rivendica, almeno rivendicava, come un tratto distintivo e come un vanto. Poi, però, entrato nelle stanze di Palazzo dei Bruzi, ha evidentemente assaporato il fascino del potere e si ricorda che a guidare SORICAL è un ex assessore regionale ai LL.PP. che ha governato con capacità, lungimiranza, con assoluta trasparenza e non avendo ricevuto mai, mai nemmeno un avviso di garanzia o essere stato di struscio e di striscio coinvolto, direttamente od indirettamente, in qualcosa di penalmente rilevante.
Un cittadino della Cosenza Popolare, la stessa che De Cicco sbandierava ai quattro venti, e che nella vita si è fatto onore e spazio, lavorando, lavorando sin da ragazzo, arrivando a ruoli di prestigio per la coerenza dei suoi valori politici e per la stima dei calabresi.
L’effluvio di contumelie, di insulti, la sfrontatezza e la maleducazione del De Cicco dovrebbero suggerire al sig. Sindaco Mario Occhiuto di suggerire al suo collaboratore un uso più consono alle funzioni del suo ruolo istituzionale.
Povera Cosenza. I grandi uomini cosentini nelle loro tombe si rivoltano sgomenti: da Consalvo Aragona, a Michele Cozza, da Giacomo Mancini, a d’Ippolito, a Mario Stancati, ad Arnoni ed Arnone, insomma quelli che quando aprivano bocca usciva cultura e profumo.
Si può discutere e criticare, giustamente evidenziare le criticità, come nel caso della crisi idrica, ma un assessore non è un “barman” o un cittadino qualsiasi e dovrebbe capire che ci sono regole che vanno al di là delle intenzioni e della politica.
Esprimo a Luigi Incarnato tutta la mia solidarietà, la mia stima e la mia considerazione.
Non perchè Luigi Incarnato è mio amico e compagno da una vita, una persona che ha dimostrato cosa vuol dire la coerenza e la capacità di affrancarsi, ma perchè Luigi Incarnato è davvero diverso dal De Cicco, proprio diverso. E per rendere plastico il mio pensiero realizzo io un video e dico qualcosina al De Cicco”.