Ponti e viadotti nel Cosentino, focus in prefettura

La sicurezza del Viadotto “Cannavino”, meglio conosciuto come il “Ponte di Celico”, del viadotto “Canal Grande”, dai locali indicato come “Il ponte di San Nicola Arcella” e dei Ponti “Emoli 1” ed “Emoli 2” e’ stato l’argomento della riunione del Comitato Operativo per la Viabilita’ Provinciale (Cov) che stamani il Prefetto di Cosenza, dott.ssa Paola Galeone, ha presieduto ed alla quale hanno partecipato il Presidente della Provincia, il Responsabile della Protezione Civile regionale, il Capo Struttura dell’Assessorato alle Infrastrutture della Regione Calabria, un delegato tecnico dell’Unical, i rappresentanti di Anas, i Sindaci dei comuni ove insistono i viadotti, i vertici delle Forze dell’Ordine e del Comando Provinciale Vigili del Fuoco.

Sono state analizzate in particolare le predette infrastrutture anche alla luce delle diverse segnalazioni pervenute dagli Amministratori locali, oltre che da utenti ed Associazioni di consumatori.

Alle rassicurazioni fornite da Anas in merito alla stabilita’ delle opere sulla viabilità statale, seguirà una implementazione dei sistemi di monitoraggio che saranno utili a fornire elementi per le progettazioni in corso oltre che per garantire maggior presidio di sicurezza per gli utenti, in particolare per il Cannavino, si è registrato l’impegno di Anas a collaborare con le Amministrazioni locali al fine di ottimizzare i percorsi alternativi tenuto conto del periodo di chiusura totale del viadotto previsto a partire dalla prossima primavera e per un periodo di 8 mesi circa.

Dalla riunione prefettizia è, altresì, emersa la proposta di attivare un tavolo permanente, tra tutti i soggetti istituzionali, per offrire un supporto all’Amministrazione provinciale, con il coinvolgimento dell’Unical e degli ordini professionali, al fine di affrontare le eventuali situazioni di particolare criticità che si dovessero presentare sul territorio. Al termine della riunione il prefetto raccogliendo le richieste dei sindaci presenti evidenzia ad Anas l’opportunità di assicurare un costante flusso di informazioni sia per quanto riguarda le fasi del monitoraggio che per quelle successive dello stato dei lavori.