“La strana concezione della democrazia del PD di Casali del Manco”

In merito alla nomina di un nuovo assessore al comune di Casali del Manco, Michele Rizzuti, il Consigliere del M5S, Peppino Curcio, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Conoscevamo il livello di confusione del Partito Democratico nel comune di Casali del Manco, ma adesso si è raggiunto il massimo della disattenzione verso i problemi reali della comunità e la massima attenzione verso equilibri politici che nulla interessano ai cittadini.

Il primo sentore di questa spiacevole situazione l’abbiamo potuto constatare con le dichiarazioni del consigliere Salvatore Morrone che, paradossalmente, non ha aderito al gruppo consiliare del PD adducendo incomprensibili problemi di democrazia interna. Voleva un assessorato ”promesso” e non gli è stato dato? E’ questo il problema? Quindi dobbiamo intuire che secondo il Consigliere Morrone gli attuali assessori non sono di suo gradimento? Se così su cosa differisce la politica degli attuali assessori con la propria?

Pensiamo sia solo ed esclusivamente un problema di posti occupati e di stipendi dati senza nessun criterio se non quello dei voti clientelari che gli attuali assessori hanno potuto mettere sul piatto, come nella peggiore tradizione democristiana.

La nomina di Rizzuti ad assessore aggrava, se possibile, queste già incomprensibili macchinazioni del nostrano Partito Democratico. Sono incomprensibili la dimissioni del consigliere Rizzuti. Probabilmente la logica seguita è la maggiore fedeltà del consigliere entrante, Fernando De Luca, rispetto a quella del neo assessore Rizzuti. I cittadini di Casali del Manco non possono tollerare queste logiche e giochi di potere alle loro spalle. Decisioni prese altrove in stanze di partito probabilmente anche in vista delle future elezioni regionali.

Il M5S non ritiene opportuna nemmeno la nomina di un nuovo assessore che la legge dice solo “eventuale” e non obbliga l’amministrazione a nuove spese per il suo funzionamento. Quei soldi potevano essere destinati per un fondo per la povertà o per sostenere quei cittadini obbligati a curarsi fuori regione o pagare di tasca propria cure non previste nelle norme.

 

Inoltre, ci dica questo partito se le persone già candidate anche nel gruppo dell’opposizione “Voci in Cammino” sono ancora iscritte o meno. Siamo sicuri che in vista delle regionali si annullano differenze di idee e di proposte e tutto verrà fagocitato e gestito per assicurarsi il consenso.

Non abbiamo letto alcun interesse verso la fusione e le grandi aspettative che porta ancora con se. Come oramai solo il nostro Movimento sta credendo fermamente. Non ci credono più e non hanno mai creduto all’idea della costruzione di un solo comune per valorizzare identità e per loro si sono fuse solo clientele e consensi.

Nessun interesse per le questioni dell’acqua pubblica, per le condizioni della viabilità (soprattutto in vista della chiusura del Cannavino), della povertà, della valorizzazione dei nostri borghi. Tutto annullato sull’altare degli interessi del PD o peggio di fazioni personalistiche di un partito che ha perso ogni credibilità e che raccoglie le ultime forze per la prossima competizione elettorale.”