Caos politico a Cetraro

I gruppi consiliari del Pd, Area democratica e Uniti per Cetraro hanno interrotto ogni rapporto e confronto politico e amministrativo con l’amministrazione comunale

Il municipio di Cetraro

Nuova dura presa di posizione dei gruppi consiliari del Partito democratico, Area democratica e Uniti per Cetraro dopo quanto avvenuto nel corso dell’ultimo Consiglio comunale di giovedì sera, tanto da interrompere qualsiasi rapporto e confronto, politico e amministrativo, con l’amministrazione comunale. Inoltre, a seguito di quello che definiscono “l’atteggiamento di chiusura della maggioranza”, i consiglieri del Pd si sono dimessi da tutte le commissioni. “Ci saremmo aspettati, a inizio dei lavori, il benché minimo accenno dialettico da parte del presidente del Consiglio o di qualche altro componente della maggioranza – si legge, pertanto, in un documento firmato congiuntamente dai tre gruppi – sulle questioni da noi sollevate, da quasi due mesi, circa la presunta illegittimità di due Deliberazioni, approvate nel Consiglio comunale del 6 marzo 2018 attraverso inconfutabili vizi procedurali. Ci riferiamo, com’è a conoscenza di tutti, alla Deliberazione del Consiglio comunale avente ad oggetto: “Approvazione Regolamento per la disciplina dell’Imposta di Soggiorno “ e a quella riguardante l’approvazione del: “Piano finanziario e tariffe della tassa sui rifiuti (Tari), anno 2018”. Riteniamo che le nostre denunce, in ordine al ruolo e alle funzioni che rivestiamo, siano state abbondantemente circostanziate e documentate nelle istanze prodotte in data 12 marzo u.s.. Ci è stata data risposta, da parte del presidente del Consiglio, in data 9 aprile del corrente anno. Giusto allegare, pertanto, al nostro documento, copia della sua nota, con la quale si respinge, con motivazioni che lasciamo agli atti di questa Assise, la nostra richiesta di annullamento, in via di autotutela, degli Atti amministrativi posti al punto 2 e 3 dell’o.d.g. del Consiglio del 6 marzo u.s.. Gli annali del Consiglio comunale devono conservare l’interpretazione distorsiva di leggi e norme statutarie e regolamentari da parte di chi dovrebbe esserne il custode e il garante, perché volutamente asservita alle ragioni del governo e del potere. Forse non è superfluo, a tal punto, ricordare che solo attraverso il rispetto delle regole può essere realizzata la democrazia e affermato lo stato di diritto di rappresentanza dei consiglieri comunali appartenenti alle minoranze”. Il Pd, Area democratica e Uniti per Cetraro hanno poi aggiunto: “Ma la nostra ferma e decisa opposizione allo sfascismo degli ordinamenti amministrativi assume, oggi, un significato etico e politico ancora maggiore nella nostra città, in un periodo di grave crisi istituzionale e morale, come quello che stiamo vivendo nell’intero nostro Paese, che crea facili populismi e accentramenti individualistici. La maggioranza ha il diritto-dovere del governo di questa città! La minoranza, nello stesso tempo, ha il diritto-dovere di critica, di controllo, di proposta. Ha il diritto-dovere di esprimere, anche, le sue politiche divergenti e discordanti. Senza doversi preoccupare, ancor più, dell’insofferenza e della difesa d’ufficio, dell’azione amministrativa, da parte di schieramenti politici che la sorreggono con gli occhi chiusi alla realtà. In democrazia, ci si renda conto, non governa uno solo. O una sola fazione politica. Il reato di lesa maestà appartiene, per fortuna, ad altri tempi e a ben altri regimi. Nella seduta consiliare del 6 marzo 2018 le proposte deliberative di applicazione dell’ imposta di soggiorno e l’aumento di un tributo, come la tassa sui rifiuti , sono stati approvate attraverso la conduzione di lavori che ha sottratto alle opposizioni il diritto di istituzionalizzare il proprio parere e il proprio aperto dissenso. Esistono tuttavia, nelle procedure della pubblica amministrazione, anche formule rispettabili e dignitose con le quali riparare ad errori od omissioni riguardanti la trasgressione di leggi e norme regolamentari. Questo percorso non lo si è voluto, in maniera determinata, intraprendere. Ci sarebbe stato tutto il tempo necessario per regolarizzare la proposizione degli stessi Atti e rimandarli all’approvazione del Consiglio. Prima della discussione sul Bilancio di Previsione 2018. Il ruolo e le funzioni delle Commissioni consiliari permanenti subiscono ancora, nel frattempo, surreali imposizioni procedurali da parte del presidente del Consiglio comunale e del sindaco, attraverso una loro nota, a firma congiunta del 27 aprile, inviata ai presidenti di due Commissioni e ai commissari di minoranza. Anche questa nota, riteniamo giusto accluderla al nostro documento, perché si prenda atto di come il presidente del Consiglio e il Sindaco facciano valere le loro ragioni attraverso una personale e inesatta interpretazione dell’art. 9 del “Regolamento per la costituzione e il funzionamento delle Commissioni consiliari permanenti”. Motivando, infine, ulteriormente, la motivazione di interrompere i rapporti e il confronto don la maggioranza, i gruppi consiliari del Pd di Cetraro, Area democratica e Uniti per Cetraro hanno sottolineato: “Lasciamo, per queste ragioni, alla sola maggioranza il compito di affrontare, a partire da oggi, il governo della nostra città e il dovere di affrontare e risolvere tutte le più spinose problematiche che pesano sul suo futuro. Si interrompe, da oggi, qualsiasi nostro rapporto e confronto, politico e amministrativo, con l’amministrazione comunale. Non è più tollerabile che le azioni unitarie del Consiglio siano richieste e ritenute importanti solo di fronte ai problemi sociali e amministrativi più complessi e scottanti, dimenticando il ruolo delle minoranze anche nei doveri di presentazione delle proposte deliberative di natura consiliare, che avviene, spesso, fuori dai tempi previsti dalla legge e in maniera precaria e occasionale. Lasciamo l’Aula consiliare. Ci riserviamo di portare avanti la nostra azione politica e amministrativa nei modi e nei tempi che riterremo più opportuni per il bene della nostra città. Attenderemo che qualcuno riporti l’agibilità democratica nella nostra massima istituzione, rendendo dignitoso e utile l’espletamento del nostro ruolo di rappresentanza elettiva”.

Clelia Rovale