Santa Maria del Cedro, irregolari i conti comunali

La magistratura contabile boccia un’annualità dell’ente per “colpa” del tesoriere, la Banca dell’Alto Tirreno

Corte dei Conti

Santa Maria del Cedro – Il tesoriere del Comune di Santa Maria del Cedro ha concesso spese oltre il limite previsto e senza le dovute variazioni di bilancio. La Corte dei Conti dichiara irregolare i documenti contabili dell’ente comunale per l’anno 2016.

Si legge nella sentenza della Corte dei Conti:

  “Nel giudizio di conto iscritto al n. 20498 promosso nei confronti della Banca di Credito Cooperativo dell’Alto Tirreno della Calabria , tesoriere del Comune di Santa Maria del Cedro per l’anno 2006 – non costituita. Uditi nella pubblica udienza del 13 giugno 2017 il Consigliere relatore, dott. Domenico Guzzi e il Sostituto Procuratore Generale, dottoressa Marilisa Beltrame. Esaminati gli atti e i documenti tutti della causa. All’istruttoria del conto in epigrafe si perveniva a seguito di giudizio per resa di conto n. 18532, instaurato su istanza del Procuratore Regionale e conclusosi con l’ordinanza 221/2011 con la quale, verificato il deposito del conto stesso presso la Segreteria della Sezione, se ne disponeva la rimessione al Magistrato relatore per l’esame di sua competenza. Con relazione n. 4764/2014 quest’ultimo decideva di sottoporre al Collegio la condotta inerte sia dell’Ente che dell’agente contabile, i quali, nonostante le reiterate richieste istruttorie loro rivolte, non facevano pervenire la documentazione necessaria per la verifica della contabilità di tesoreria. Con ordinanza n. 132/2015, a seguito del deposito da parte del Comune di Santa Maria del Cedro e della Banca di Credito Cooperativo di Verbicaro di apposite note di chiarimento, il conto veniva rimesso ancora una volta al Relatore, unitamente alla documentazione nel frattempo acquisita, per il prosieguo dell’esame di merito. Con foglio di rilievo istruttorio n. 7322/2016 veniva richiesta ulteriore documentazione, che tanto l’agente contabile, quanto il Comune provvedevano a trasmettere rispettivamente con le note del 8/2/2016 e del 3/3/2016. Veniva così depositata in data 24/3/2016 la relazione finale con richiesta di rimessione del conto all’esame della Sezione in esito alle seguenti irregolarità: 1) eccedenze nei pagamenti rispetto agli stanziamenti definitivi in bilancio delle spese identificate con i codici:1010306 “interessi passivi” – stanziamento € 0,00 – pagamento € 39.432,60; 1030101 “personale” – stanziamento e 176.587,46 – pagamento 205.579,90; 1040203 “prestazioni di servizi” – stanziamento € 9.072,13 – pagamento € 10.439,87; 3010803 “rimborso mutui e prestiti” – stanziamento e 0,00 – pagamento € 214.727,27″.

L’agente contabile non risulta essersi costituito. Dal canto suo, il pubblico ministero, nel rimettersi alle valutazioni della Sezione, ha comunque sottolineato l’irregolarità del conto.

Tanto premesso in fatto, nel merito osserva il Collegio che le giustificazioni addotte dall’agente contabile al rilievo riguardante le eccedenze di pagamento sui diversi capitoli di spesa individuati dal Magistrato relatore non superano il rilievo formulato in punto di irregolarità della gestione.

Con la nota del 3 marzo 2016, in atti, l’Istituto di credito ha sul punto evidenziato che i pagamenti eseguiti oltre il limite di bilancio sono la conseguenza del mancato aggiornamento degli stanziamenti definitivi previsti per ciascun capitolo interessato.

In proposito, nel rilevare l’ovvietà della spiegazione, il collegio non può che stigmatizzarne l’inconcludenza, a fini esimenti, rispetto ad una condotta chiaramente inosservante delle diligenze che il tesoriere comunale deve porre in atto a salvaguardia degli interessi comunali.

Detto in altri termini, non vi è dubbio che se il pagamento è stato eseguito oltre il limite del cosiddetto “castelletto” di bilancio, ciò fu dovuto al fatto che l’apparato comunale, servizio finanziario e organi deliberanti ciascuno per quanto di rispettiva competenza, non hanno provveduto per tempo ad apportare le necessarie variazioni di bilancio con riguardo agli stanziamenti previsionali iniziali, ma è altresì indubbio che al tesoriere sarebbe spettato di eseguire il pagamento nei limiti consentiti e/o richiamare i predetti organi sulla necessità di procedere al necessario aggiornamento di bilancio.

“Il tesoriere in epigrafe ha, dunque, omesso di osservare gli obblighi di servizio puntualmente riconducibili ai profili di illegittimità nel procedimento di estinzione dei mandati di pagamento, profili sanciti dagli artt. 216 e segg. del D.lgs. n. 18 agosto 2000, n. 267, per cui la sezione non può che concludere in conformità alle conclusioni rassegnate dal Relatore. La sezione giurisdizionale per la Regione Calabria , definitivamente pronunciando, dichiara irregolare il conto giudiziale in esame e, per l’effetto, non ammette al discarico la gestione dell’agente contabile indicato in epigrafe, annualità 2006, con spese del giudizio a carico dell’agente contabile Tesoriere”.